Vince Mcmahon

Vince McMahon è nato a Pinehurst, in North Carolina, il 24 agosto 1945. Vero nome Vincent Kennedy McMahon, di fatto è colui che ha tramutato il wrestling da caratteristico svago delle fiere americane nel fenomeno globale che è oggi. Mente illuminata dal punto di vista imprenditoriale, la sua intera vita è stata però costellata da tantissime ombre che ne hanno inevitabilmente macchiato l'immagine.

Figlio d'arte, suo padre Vincent James McMahon fondò la Capitol Wrestling Corporation nel lontano 1952. Il piccolo Vince, che fu cresciuto dalla madre in condizioni non sempre felicissime, lo conobbe solo a 12 anni e non gli servì molto tempo per entrare nel business di famiglia. Ne aveva infatti appena 23 quando non solo conseguì la laurea in economia, ma debuttò nella federazione del padre come annunciatore e intervistatore.

Dopo che Vincent senior trasformò la compagnia in World Wide Wrestling Federation (WWWF), fu proprio Vince McMahon a renderla realmente "mondiale". All'età di 35 anni divenne infatti presidente della Titan Sports e due anni dopo, nel 1982, comprò la Capitol Sports da suo padre. Qui iniziò un processo di progressivo annullamento di tutte le altre federazioni locali, grazie all'intuizione di trasmettere in tv gli show della ormai WWF (World Wrestling Federation, senza più il "Wide") in tutti gli USA e non più solo nel Nord-Est del Paese. Mise poi sotto contratto Hulk Hogan, reso famosissimo da Rocky III, per rendere la sua compagnia ancora più imperdibile rispetto a qualsiasi altra.

Negli anni successivi il suo fiuto per gli affari e la sua sete di potere lo portarono a rilevare un importante universo di piccole compagnie unendole alla sua WWF, e contemporaneamente a promuovere il wrestling grazie alle tante celebrità di tv, musica e spettacolo con cui era riuscito a mettersi in contatto. Così nacque WrestleMania, la cui prima edizione andò in onda il 31 marzo 1985 e fu vista da più di un milione di persone in tv.

Nel giro di pochi anni la WWF divenne una sorta di sinonimo del wrestling grazie a massicce campagne pubblicitarie e alla distribuzione di merchandising e giocattoli con le fattezze degli atleti ormai conosciutissimi dai fan di ogni età. Nel 1993 scoppiò però il primo, grande scandalo della carriera imprenditoriale e della stessa vita di Vince McMahon quando diverse figure cardine della compagnia dovettero difendersi dall'accusa di abuso e spaccio di steroidi.

Superato quel processo non senza problemi solo l'anno dopo, a Vince McMahon servirono anni per risollevare la reputazione della WWF. La sua notorietà, invece, decollò nuovamente a partire dal 1997, quando in seguito al controverso Screwjob di Montréal sfruttò una situazione potenzialmente delicatissima a proprio vantaggio. Determinato a far perdere Bret Hart a sua insaputa, a vantaggio di Shawn Michaels che divenne così WWF Champion, colui che il pubblico riteneva un semplice telecronista fu a quel punto presentato anche in tv come Mr. McMahon, capo spietato e senza scrupoli della compagnia di cui loro stessi guardavano gli show.

La nuova caratterizzazione di Vince McMahon non mutò praticamente più. Il Boss della WWF, o Chairman come spesso è stato chiamato, ha trovato la massima esposizione televisiva soprattutto tra il 1998 e il 2003 quando la sua tirannia è stata messa in discussione da ribelli che il pubblico amava visceralmente come Steve Austin prima e il rientrante Hulk Hogan o Undertaker poi. Nel frattempo era riuscito a rinnovare l'antica strategia di acquistare la sua stessa concorrenza, divenendo proprietario nel 2001 delle altre due federazioni di wrestling con copertura televisiva nazionale: la ECW e soprattutto la temutissima WCW.

Quest'ultima era stata al centro della "guerra del lunedì sera", inaugurata quando la WCW rispose a un'altra intuizione di Vince McMahon datata 1993: quella di creare Monday Night Raw, uno show seriale da disputarsi ogni settimana e in cui le vicende degli atleti si sarebbero sviluppate come una soap opera in versione moderna. A questo show (cui la WCW aveva risposto creando nel 1995 Monday Nitro) seguì SmackDown dal 1999.

I momenti controversi di Vince McMahon sullo schermo non mancarono mai (nel 2001 tradì la moglie con la 25enne Trish Stratus, umiliando quest'ultima a tal punto da farla abbaiare sul ring in mutande e reggiseno, nel 2006 sfidò Dio in persona, nel 2007 inscenò la sua morte per omicidio), e in certi casi si verificarono fuori dai suoi show. Famigerata, ad esempio, la sua reazione stizzita in un'intervista in cui gli si chiese conto della morte di Owen Hart nel 1999, avvenuta a causa della tragica rottura di un cavo che sosteneva l'atleta canadese.

Rimasto a capo della sua compagnia (divenuta nel 2002 WWE) per decenni, Vince McMahon finì sempre più nel mirino della critica per le decisioni creative che con il trascorrere degli anni furono sempre più contestate dai fan. La trasformazione del prodotto in uno spettacolo destinato più ai bambini che ai giovani adulti, insieme all'esagerazione nel proporre campioni imbattibili come John Cena prima e Roman Reigns poi, fecero crollare la sua reputazione anche come genio del booking. Un nuovo scandalo personale lo convinse a ritirarsi il 22 luglio 2022, per poi rientrare in WWE come presidente del consiglio di amministrazione il 10 gennaio 2023 ma solo allo scopo di vendere la compagnia. Lasciò anche con alcune importanti vittorie da "lottatore", avendo vinto la Royal Rumble 1999 e i titoli di WWF e ECW Champion.