La WWE torna ad utilizzare una parola "proibita" per anni


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La WWE torna ad utilizzare una parola "proibita" per anni

La WWE come si sa è un'azienda ancora prima che una federazione di wrestling, e in quanto tale negli anni ha adottato alcune misure difficilmente comprensibili al suo esterno ma che rappresentano, appunto, alcune "politiche aziendali", studiate approfonditamente dalla dirigenza e dai suoi dipendenti per dare la migliore immagine possibile della compagnia e garantirne "il meglio per il business" in ogni momento e attraverso ogni più piccolo dettaglio.

Anche per questo motivo è da tempo noto che ci sono alcune parole strettamente legate al lessico del wrestling che in WWE non vogliono che siano utilizzate, né dai propri lottatori ma nemmeno da chi è chiamato a fare telecronache e commenti in maniera ufficiale per la compagnia.

Alcune di queste sono state recentemente comunicate alla stampa che si occuperà di WrestleMania 36 e, come noto da tempo, una delle parole "vietate" dai vertici di Stamford era "cintura": in America chi si occupa di WWE deve sempre utilizzare il termine "Title" e mai il termine "Belt", anche a costo di apparire ripetitivo.

Ma a quanto pare questa regola è saltata nelle ultime settimane. Come osservato da Dave Meltzer sulla sua 'Wrestling Observer Radio', infatti, dopo che la neo campionessa di Raw e SmackDown Becky Lynch ha iniziato a riferirsi a se stessa come "Becky Two Belts", anche la WWE è tornata a utilizzare il termine anche nel settore del merchandising e della pubblicità, di fatto "sdoganandolo" per la prima volta addirittura dal lontano 2008.

Una novità senz'altro interessante e particolare, specie pensando a ciò che dovette passare in passato Braun Strowman (Mick Foley raccontò che il Monster Among Men fu quasi assalito da Vince McMahon per aver richiesto in diretta a Raw una "title shot" invece che un "title match") e a quanto ha rivelato di recente Chris Jericho sul suo podcast 'Talk is Jericho', spiegando che Vince decise di abolire la parola "cintura" perché non voleva che il premio più prestigioso assegnato dalla sua compagnia avesse lo stesso nome di un indumento la cui funzione è semplicemente quella di evitare che caschino i pantaloni.