Dean Ambrose shock: usa la leucemia di Roman Reigns a fini di storyline


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Dean Ambrose shock: usa la leucemia di Roman Reigns a fini di storyline

Dean Ambrose torna a parlare della malattia di Roman Reigns e la WWE sdogana ufficialmente il dramma umano che sta vivendo il suo ex Universal Champion: quello della battaglia contro la leucemia.

In un segmento francamente allucinante andato in onda nella notte a Raw, Seth Rollins si è ancora una volta rivolto a Dean Ambrose, che affronterà a TLC con in palio il titolo di campione intercontinentale, accusandolo di negarsi in uno scontro diretto e di non amare la WWE.

Il Lunatic Fringe si è quindi collegato dal titantroon pronunciando delle parole destinate a far discutere per molto, molto tempo. Ambrose ha infatti affermato che le cose sono cambiate dai tempi in cui è nato lo Shield, dato che tutti e tre i componenti erano marci fin dall'inizio, erano malati, e ora la stanno pagando in vario modo.

Chi la fa l'aspetti, e tutti e tre stanno passando ciò che meritano. Basta guardare, appunto, Roman Reigns, che per quello che ha fatto nello Shield è stato punito direttamente dal Padreterno:



In un successivo segmento, quindi, ha aggiunto che la faccenda in realtà non ha nulla a che fare con Roman e che non sta facendo giochi mentali con Seth Rollins, perché rompere una fratellanza mai esistita non è stato un gioco:



Una parziale retromarcia, insomma, ma ormai era troppo tardi: la WWE ha fatto dire a Dean Ambrose che Roman Reigns merita ciò che sta passando, che in qualche modo è stato Dio a volerlo e a deciderlo.

Forse occorre ricordare alla WWE che Roman Reigns, l'atleta che per quattro anni è stato proposto come l'uomo immagine della compagnia, sta combattendo contro la leucemia.

E la leucemia è una forma di tumore che colpisce il sangue, in particolare attraverso la produzione di un numero elevato di globuli bianchi anormali. Di leucemia si muore: secondo quanto riportato dal sito dell'Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) la sopravvivenza a cinque anni per tutte le forme di leucemia si aggira intorno al 45% negli adulti.

Questo significa che, cinque anni dopo la diagnosi o l'inizio del trattamento, il 45% dei malati possono dire di aver vinto la propria battaglia. Insomma, la leucemia non è uno scherzo. E per quanto possa essere importante costruire un personaggio malvagio o delineare una storia che attiri odio nel suo confronto, scherzare su una malattia che può anche uccidere è, nella migliore delle ipotesi, una caduta di stile.

Preferiamo non aggiungere la definizione della peggiore delle ipotesi...