La WWE non vuole interrompere i rapporti con l'Arabia Saudita: ecco perchè


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La WWE non vuole interrompere i rapporti con l'Arabia Saudita: ecco perchè

Ci sono state molte critiche nei confronti della WWE per la decisione di non cancellare il pay-per-view Crown Jewel di scena a Riyadh, in Arabia Saudita, nonostante la morte del giornalista saudita Jamal Ahmad Khashoggi in circostanze davvero sconvolgenti.

Importanti leader aziendali hanno infatti annullato molti eventi in programma in Arabia Saudita, e anche la WWE è stato costretta a fare una scelta tanto rischiosa quanto cruciale. All’ultimo momento, la federazione di Stamford ha dovuto fare i conti con i forfait di John Cena e Daniel Bryan, un colpo durissimo che non ha indotto però Vince McMahon a desistere dal suo intento di realizzare lo show.

Indipendentemente da come l’evento sia stato accolto dall’opinione pubblica mondiale, la WWE ha preso una significativa decisione strategica optando per la disputa del PPV in Arabia. Dopo diversi anni di politiche isolazioniste, l’Arabia Saudita sta finalmente sciogliendo le sue politiche socio-economiche.

Il Paese sta inoltre abbracciando un certo numero di tradizioni occidentali, nella speranza di mutare la sua immagine di Stato autoritario e spietato. A ciò si aggiunga l’accordo decennale siglato dalla WWE con il Regno dell’Arabia Saudita, il cui guadagno stimato si aggira fra i 450 e i 500 milioni di dollari.

Indubbiamente, quindi, i soldi sul tavolo sono allettanti per entrambe le parti, senza dimenticare il cambiamento sociale positivo che può essere intrapreso recandosi con continuità nel Paese. Randy Orton ha criticato subito la scelta di John Cena di tirarsi dietro, sostenendo che l’unico modo per aggiustare certe situazioni sia quello di immergersi nell’occhio del ciclone.