WWE, la nuova impostazione dei ppv presenta un grande problema di base


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WWE, la nuova impostazione dei ppv presenta un grande problema di base

Da Backlash 2018, come la WWE ha ampiamente annunciato, tutti i pay-per-view della WWE saranno aperti ai lottatori sia di Raw che SmackDown.

Non solo: ognuno di essi metterà in palio qualsiasi cintura la federazione di Stamford assegni. Questo progetto sembra però presentare già in partenza alcune falle, che sono state prontamente portate alla luce da Cain A.

Knight di 'Cageside Seats'. La WWE, infatti, attualmente assegna ben nove titoli, che sono i seguenti:

  1. Universal championship (Brock Lesnar)
  2. WWE championship (AJ Styles)
  3. Intercontinental championship (The Miz)
  4. United States championship (Bobby Roode)
  5. Raw women’s championship (Alexa Bliss)
  6. SmackDown women’s championship (Charlotte)
  7. Raw tag team championship (Cesaro & Sheamus)
  8. SmackDown tag team championship (The Usos)
  9. Cruiserweight championship (Vacante)
Calcoli alla mano, dal 2013 ci sono stati 492 incontri nelle main card dei ppv (esclusi quindi i dark match e gli incontri dei vari kickoff) spalmati in 69 eventi a pagamento WWE.

La media parla di 7,13 incontri ad evento. L'ultimo ppv prima della suddivisione dei roster è stato Battleground 2016 (avvenuto dopo il Draft 2016, ma con la card già precedentemente fissata). E la suddivisione da allora è la seguente:

  • Eventi aperti a Raw e SmackDown: 7; incontri: 53 = 7,57 incontri per ogni evento
  • Eventi in esclusiva di Raw o SmackDown: 18; incontri: 124 = 6,89 incontri per ogni evento
Questo significa che presentare per ogni show almeno nove incontri sarà un'impresa davvero difficile, anche aumentando la durata di ogni ppv a quattro ore (come si mormora).

E nella storia della WWE solo WrestleMania e SummerSlam hanno avuto nove o più incontri nella loro card. In altre parole: o la WWE accorcia incredibilmente la durata dei suoi match, oppure organizzerà solo ppv della portata di WrestleMania e SummerSlam.

Andando conseguentemente a diminuire la qualità generale, inclusa quella dei suoi due show più attesi dell'anno. La domanda è se ne valga davvero la pena... .