Daniel Bryan lo ammette: "Se la WWE non mi fa lottare me ne vado"


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Daniel Bryan lo ammette: "Se la WWE non mi fa lottare me ne vado"

Daniel Bryan è da tempo in odore di ritorno in WWE, ma sul ring e da lottatore. Sempre più addetti ai lavori sono convinti che i medici della federazione siano ormai pronti a dargli il via libera per una nuova fase della sua carriera, interrotta dal ritiro del 2016.

Un ritiro che non ha mai convinto fino in fondo. Come noto, infatti, è stato il responsabile medico della WWE Joseph Maroon a non ritenere il quattro volte campione del mondo abile per competere ancora nel wrestling, a causa delle tante commozioni cerebrali subite negli anni.

Ma altri esami effettuati da altri dottori lo hanno valutato in perfetta forma, migliore addirittura rispetto a persone comuni (non atleti, dunque) che mai hanno subito traumi cranici nella loro vita. Ecco perché si mormora con sempre maggiore insistenza di un ritorno in azione di Daniel Bryan in WWE (anche la moglie Brie Bella lo ha ammesso).

E la crescente tensione tra il General Manager di SmackDown e Shane McMahon sembra suggerire dei piani già in corso per il suo primo incontro dal 2015 ad oggi. Sta di fatto che il via libera medico continua a non arrivare e questa volta Daniel Bryan ha voluto avvisare la WWE che stavolta, se non potrà lottare, se ne andrà.

Lo ha fatto in una conversazione radiofonica con Peter Rosenberg, non girando intorno al problema: "Sono stato visitato da specialisti dell'Università della California, la UCLA. Si tratta di persone che non ho scelto io, è stata la WWE a mandarmi da loro per farmi visitare.

Mi ha mandato da loro perché sono i migliori. E loro hanno detto che posso lottare. Un intero team di professionisti che lavora sulle concussioni e i loro effetti su base quotidiana. Mi hanno detto che sono clinicamente abile per combattere.

Mi hanno anche fatto risonanze magnetiche, elettroencefalogrammi, test neurologici. Li ho passati tutti" "Io sono una persona che non ha problemi a chiudere con il wrestling se ha un problema al cervello, anzi - ha aggiunto Bryan -.

All'inizio pensavo che me la sarei cavata, ma avere tutti questi specialisti che mi dicono che posso combattere è davvero difficile. Mi sembra di commettere un torto nei confronti di me stesso e di chi si trova nella mia stessa situazione.

Sono grato alla WWE che mi ha dato qualcosa da fare, e so che qualcuno penserà che devo essere contento, lavoro ancora nel wrestling e vengo pagato per questo. Ma viaggiare ogni settimana e stare lontani dalla famiglia è il lato peggiore del wrestling, disciplina che amo follemente.

Ma di cui amo la parte in cui sali sul ring e combatti. Quindi, di fatto, ora ho un lavoro che riguarda la parte del wrestling che non mi piace" E quindi la bomba. "So che la WWE mi vuole proteggere, ma ci sono ragazzi che combattono regolarmente e che, se effettuassero dei test, otterrebbero risultati non so quanto diversi dai miei.

Se nel frattempo effettuassi test con esito negativo, allora chiuderò con il wrestling. Ma a quel punto, se per contratto sarò ancora General Manager, credo che me ne andrò via. Amo il wrestling un po' troppo e ho bisogno di un periodo di transizione prima di chiudere.

Quindi dovrò staccare per un po' la spina, ma poi se tutto resta come adesso combatterò per chiunque mi permetta di farlo in sicurezza. E se non sarà la WWE, quando finirà il mio contratto con loro lo farò con chiunque altro", ha ammesso lo Yes Man. La WWE (e tutto il suo staff medico) sono avvisati.