Theodore Long: "Vince McMahon è un maniaco del lavoro"

L'ex GM di Smackdown ha parlato del ritorno di Vince McMahon

by Andrea Scozzafava
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Theodore Long: "Vince McMahon è un maniaco del lavoro"

L'ex General Manager di SmackDown Theodore Long ha condiviso i suoi pensieri sul tempo libero trascorso da Vince McMahon durante il periodo lontano dalla WWE. Vince ha lasciato quella che è da sempre la sua creatura da presidente e amministratore delegato lo scorso luglio a causa di alcune indagini di cattiva condotta nei confronti di diverse donne. Lo stesso è emerso effettuasse loro dei pagamenti per coprire le accuse. Alla fine è recentemente tornato a far parte del consiglio di amministrazione della WWE ed è stato rieletto anche presidente esecutivo in seguito all'addio di sua figlia Stephanie.       

Theodore Long commenta il ritorno di Vince McMahon

Parlando a Sportskeeda, Theodore Long ha svelato che l'ultima cosa che qualcuno dovrebbe fare è dire a Vince cosa non va o non deve fare: "Non puoi dire a Vince se lui può fare o meno una cosa o un'altra. Se gli dici che qualcosa non va bene, la farà funzionare sempre e comunque".

Sul tempo lontano dalla WWE, se abbia aiutato o meno Vince: "Penso che sia stato un bene per lui. Era un maniaco del lavoro. Lavorava 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non faceva altro che lavorare. Lui odia dormire. Una volta mi disse che il sonno era suo nemico".      

Long pensa che Vince McMahon abbia avuto un modus operandi diverso da lui per recuperare le energie. L'ex GM ha parlato del suo periodo lontano dal wrestling rivelando che dopo essersi preso un po' di riposo si fosse sentito come una persona nuova. Vince ha affermato che il motivo per cui è tornato in WWE era aiutare la federazione a essere venduta o, in caso contrario, negoziare un nuovo accordo sui diritti televisivi. Finora la WWE insiste sul fatto che Vince non abbia intenzione di assumere la direzione creativa, ora compito di Triple H. Dal suo ritorno però sembra che Vince abbia di nuovo molto potere su quella che da anni è la sua federazione, infatti non avrebbe neanche bisogno più del consenso degli azionisti per prendere le decisioni.

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