Booker T: "Il wrestling per me è sempre stato un lavoro"

Booker T ha parlato del suo ruolo a NXT e della sua filosofia sul wrestling

by Andrea Scozzafava
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Booker T: "Il wrestling per me è sempre stato un lavoro"

L'Hall Of Famer WWE Booker T è apparso durante il podcast "Out Of Character" di Ryan Satin per parlare del suo ruolo a NXT e del suo modo di intendere il wrestling come un lavoro.

Booker T: "Cerco solo di intrattenere tutti i fan"

Sul suo ruolo a NXT e su cosa fa per intrattenere i fan: "Penso che divertirsi sia molto importante per tutti coloro che guardano il wrestling. Vogliono tutti guardare quei giovani ragazzi che in un ring si esibiscono ad un livello molto alto ma non solo. Io cerco di aggiungere il mio modo di commentare i match per rendere tutto più piacevole e interessante perché non sono un commentatore tradizionale, almeno non voglio esserlo. Io non pretendo di essere come Michael Cole. Non posso mai essere come lui, ma cerco di intrattenere la gente. Penso che sia questo il wrestling. Il wrestling non è come la boxe e non è come le MMA. Quei sport sono brutali e questo invece deve essere un sollievo".

Su come considerava il wrestling quando era lottatore: "Il wrestling per me è sempre stato solo un lavoro. Questa è l'unica cosa che è stato per me. Non ho mai considerato il wrestling come qualcosa di diverso dal mio lavoro. Avere la cintura, un titolo, mi è sempre importato tanto. La sua importanza, mi piaceva tanto tenerne uno. Era bello essere il volto della compagnia. Tutti credono in te per fare spettacolo. Quando sei campione, quando vinci un titolo, stai facendo tanto lavoro. Sei il campione all'interno del ring ma anche fuori dal ring, insomma tutto il tempo. Non è facile. Quindi per me, quella responsabilità, penso che non vedevo l'ora più di ogni altra cosa di essere campione".

In precedenza, nel suo podcast 'Hall Of Fame', Booker T ha parlato della comunità afroamericana presente in WWE: “Una cosa a cui penso quando rifletto sul wrestling è che noi afroamericani siamo aumentati come presenza perché non vedevamo nessuno che assomigliasse a noi, almeno ad alti livelli prima. Ora questi atleti portano soldi e prima erano davvero pochi da questo punto di vista".

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