Arn Anderson e il suo malcontento in WWE

Il famoso membro dei Four Horsemen non era affatto entusiasta di lavorare in un luogo in cui non aveva potere decisionale.

by Gabriele Marsella
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Arn Anderson e il suo malcontento in WWE

Arn Anderson viene considerato come il miglior lottatore nella storia del wrestling a non aver vinto mai, nella sua lunga carriera, un titolo mondiale. Eppure ciò non gli ha impedito di lavorare nelle più grandi compagnia del pro-wrestling, come la WWF, l’NWA fino ai tempi di oggi, con Double A impegnato in All Elite Wrestling.

“Odiavo lavorare in WWE”

In un recente episodio di ARN podcast, l’ex membro dei Four Horsemen ha condiviso un aneddoto particolare sul suo addio alla compagnia dei McMahon nel 2019: “Se vuoi tutta la verità, te lo dirò senza problemi: io odiavo quel tipo di lavoro. Odiavo essere il responsabile dei match in cui non avevo alcun tipo di potere o autorità. Ero soltanto il responsabile del risultato finale dell’incontro. Se la storia dietro non fosse stata raccontata bene o se lo scontro fisico fosse al di sotto delle aspettative e i anche il finale non coincideva con gli standard giusti, Vince McMahon era pronto a mangiarmi su un pezzo di pane.”

Anderson ha continuato: “Il problema era che se mi avesse dato tutto il potere e se mi avesse lasciato fare quello che avevo in mente di fare, le cose sarebbero andate meglio. Invece non era cosi, volevano che quello scritto in precedenza andasse bene, prendendo la creatività e renderla sensata al match forzando non poco la mano. Non è giusto avere tutta questa responsabilità per un segmento e nessuna autorità per fare ciò che uno considera giusto. Mi costringevano a fare ciò che volevano loro però dovevo assumermi io la responsabilità di tutto.”

Infine Double A ha concluso così: “Non mi piaceva quel lavoro, non mi è piaciuto molto WCW perché voglio dire, arrivi all’arena e hai due ragazzi che davvero non vogliono scontrarsi l’uno con l’altro. Uno cerca di scrivere in modo lineare uno spettacolo ma nessuno ti ascolta. Sei si in una posizione di boss, ma fatto di paglia. Qualsiasi cosa che non andava, non importa per quale motivo, la colpa ricadeva su di me, ero il loro capro espiatorio.”

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