Dichiarazioni scioccanti di Melina: la wrestler spiega come la WWE puniva le Divas

Purtroppo emerge l'ennesimo problema che ha caratterizzato una delle ere più buie del professional wrestling

by Rachele Gagliardi
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Dichiarazioni scioccanti di Melina: la wrestler spiega come la WWE puniva le Divas

L’era Divas in WWE è una delle più controverse in assoluto quando si parla di wrestling femminile e non è sicuramente una sorpresa quando una delle ex Divas fa una dichiarazione pesante su quello che accadeva backstage e on stage, anche se rimane il fatto che certe cose un senso di ingiustizia e un po’ di magone te lo lasciano.

In una sua recente intervista con WrestlePurists, Melina ha espresso i suoi pensieri su alcune cose proprio di quell’era che lei ha vissuto, che secondo lei sono state un grosso problema e lo sono ancora dato che non sono del tutto scomparse, rivelando anche che i famosi Gimmick Matches erano delle punizioni per le donne.

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Punizioni imbarazzanti e non necessarie

Queste le sue parole: “Noi [Divas] siamo fortunate ad avere questo contratto [con la WWE] e non è per dire: ‘Ehi, lascia che me la prenda con la compagnia.’ Al suo interno ci sono così tante strutture gerarchiche, del tipo che la persona sulla vetta della compagnia deve delegare questa e quest’altra persona, cioè nulla può passare sotto il controllo di qualcuno senza delega. Quindi non posso incolpare tutta la compagnia per ciò che accade, ma ora vi dirò una cosa. Ci sono delle cose all’interno del roster che devono cambiare, ma non sono cambiate. Sono strascichi che ci portiamo dietro da anni, decadi, diverse ere precedenti. Certi comportamenti o magari punti di vista, sono ancora lì. Quindi qualsiasi tipo di cosa tossica, viene allontanata lentamente, ma non abbastanza velocemente ancora. 

Quindi quando si tratta di avere una qualsiasi coalizione in cui diciamo: ‘Ehi ragazze, riuniamoci, siamo fortunate ad avere questo lavoro, non lo vogliamo perdere’, e di persone ne abbiamo viste andare via, diventa una cosa del tipo: ‘Come possiamo mantenere il nostro lavoro ma anche tipo spingere per una situazione migliore senza essere odiate?' Ci siamo riunite, abbiamo deciso di cosa volevamo occuparci e poi siamo state punite.

Le nostre punizioni erano: “Ehi, ecco a te un match in lingerie dopo che hai fatto qualcosa di straordinario”, o tipo cose come i match in c*ostume da bagno. Facevano cose simili per vedere fin dove ci potevamo spingere. E ci chiedevamo: ‘Okay, fin dove vogliono trascinarci?’. Io ho trasformato questa cosa in una specie di gioco. Tipo: 'Okay, vediamo cosa ci faranno fare ore. Okay, vogliono vedere la nostra reazione a tutto questo.'"

Melina
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