Bruce Prichard racconta di quando Brock Lesnar gli ha rotto il naso



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Bruce Prichard racconta di quando Brock Lesnar gli ha rotto il naso

Pur essendo stato spesso criticato durante la sua carriera, è innegabile che Brock Lesnar abbia fatto la storia del wrestling. Il 45enne di Webster è l’unico atleta nella storia ad aver conquistato un titolo mondiale nelle arti marziali miste, nel wrestling professionistico e nel wrestling collegiale.

Come se non bastasse, la Bestia ha vinto anche sette WWE Championship, un UFC Heavyweight Championship ed un NCAA Division I Heavyweight Championship. A rimpinguare la sua 'bacheca' ci sono anche tre Universal Championship ed un IWGP Heavyweight Championship.

Lesnar non si è tolto particolari soddisfazioni in questo 2022, essendo stato sconfitto dal ‘Tribal Chief’ Roman Reigns sia a WrestleMania 38 che a SummerSlam. Nell’ultima edizione del podcast ‘Something to Wrestle’, Bruce Prichard ha raccontato di quella volta in cui Brock gli ha rotto accidentalmente il naso.

L'aneddoto di Bruce Prichard

“Ci trovavamo in Nuova Scozia e dovevamo realizzare un segmento nel backstage. Avevamo appena finito le riprese e gli addetti dovevano smantellare il muro per far uscire Brock Lesnar da una piccola stanza.

Quel muro non era stato costruito molto bene e la Bestia non aveva voglia di aspettare così tanto tempo. Così ha iniziato a rompere il muro da solo e alcuni pezzi mi sono finiti addosso. Mi sono rotto il naso in tre punti” – ha ricordato Prichard.

Bruce ci ha tenuto a sottolineare che è stato un incidente: “Lesnar è un uomo gentile e premuroso, infatti mi ha subito mandato un bigliettino in ospedale. Mi ha inviato anche dell’ottimo cibo e mi ha telefonato per sapere come stessi.

Non l’aveva fatto apposta. È rimasto in contatto con me e mi ha spedito molti regali carini”. Prichard ha rivelato che era difficile gestire la Bestia: “La WWE aveva investito tanto su Brock, lo aveva addestrato e gli aveva fatto ottenere una grande popolarità.

Lui però era infelice, voleva altro oltre al wrestling. Noi gli abbiamo detto che poteva fare altro se lo desiderava, ma gli abbiamo impedito di esibirsi in federazioni concorrenti. Volevamo proteggere sia lui che i nostri interessi”.