Kurt Angle rivela com'è stato lavorare con Rey Mysterio



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Kurt Angle rivela com'è stato lavorare con Rey Mysterio

Rey Mysterio è stato uno dei performer più iconici di tutti i tempi, avendo fatto breccia nel cuore di milioni di fan in tutto il pianeta. Oltre ad essere un tre volte campione del mondo, ha conquistato due volte l’Intercontinental Championship, due volte lo United States Championship, tre volte il titolo dei pesi leggeri e una volta lo SmackDown Tag Team Championship insieme a suo figlio Dominik.

Come se non bastasse, è stato il 14° wrestler nella storia a realizzare il Grand Slam e il 21° a completare la Triple Crown. Il 3 settembre scorso, a Clash at the Castle, Mysterio e Edge hanno sconfitto Damian Priest e Finn Balor ma – al termine dell’incontro – sono stati attaccati da Dominik che ha effettuato un clamoroso turn heel.

Durante la sua lunga e gloriosa carriera, Rey ha dato vita ad alcune faide memorabili. Nell’ultima edizione del suo ormai celebre podcast, Kurt Angle ha ricordato il suo match contro Rey Mysterio a SummerSlam 2002. I due non si erano mai affrontati in incontro 1 vs.

1 e l’eroe olimpico non sapeva se i loro stili si sarebbero combinati bene.

Rey Mysterio ha messo tutti d'accordo

“Mi sarebbe piaciuto disputare molti più match contro Rey Mysterio. Sono rimasto sorpreso quando ho capito che i nostri stili si combinavano alla perfezione, mi sono trovato benissimo con lui” – ha raccontato Angle.

“Ero abbastanza nervoso prima del nostro incontro a SummerSlam, ma ha funzionato tutto nel migliore dei modi. Più tempo passavamo insieme, più la nostra chimica migliorava” – ha aggiunto. Kurt ha parlato anche di Vince McMahon: “Nessuno ha contribuito più di Vince alla crescita del wrestling.

Voleva controllare tutto. Ha dedicato la sua intera vita a quella compagnia, non dormiva più di due ore a notte. Aveva sempre mille impegni e amava davvero il suo lavoro. Dormiva dalle tre alle cinque del mattino, mentre dall’una alle tre si allenava in palestra.

Il resto della giornata lo usava per lavorare. Il suo addio mi ha lasciato senza parole, credevo che avrebbe continuato ancora per un po’”.