Sheamus non ha finito con Gunther: il suo chiaro messaggio al rivale e alla WWE

L'irlandese, elogiato da tutti a Clash at the Castle, spiega per quale motivo il titolo intercontinentale sia così importante per lui e i segreti della sua recente esplosione.

by Marco Enzo Venturini
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Sheamus non ha finito con Gunther: il suo chiaro messaggio al rivale e alla WWE

Il sogno, l'obiettivo e l'ambizione di laurearsi WWE Intercontinental Champion sono tutt'altro che sfumati. Dopo i tanti complimenti ottenuti a Cardiff, in un match a Clash at the Castle premiato anche dalle cinque stelle di Dave Meltzer, Sheamus rinnova la sua sfida a Gunther e spiega a chiare lettere per quale motivo per lui sia tanto importante ottenere il titolo che nella trasferta europea della compagnia ha solamente sfiorato.

La star irlandese della WWE ha recentemente partecipato al podcast "After The Bell" di Corey Graves, dove nella puntata di questa settimana è tornato sul suo eccellente incontro con Gunther a Clash at the Castle e su molti altri argomenti. A partire, inevitabilmente, dall'obiettivo di vincere l'Intercontinental Championship: "Sono stato davvero molto determinato e esplicito riguardo al titolo intercontinentale, perché è l'unica cintura che ancora manca nella mia bacheca - ha ricordato Sheamus -. E per questo ora è quella che voglio più di ogni altra cosa. Questo è ciò che mi ha portato fino a questo punto della mia carriera. Devi avere un obiettivo, devi avere un traguardo e devi sapere cosa c'è dopo".

Il segreto della nuova vita di Sheamus negli ultimi anni

È sotto gli occhi di tutti la crescita inarrestabile che Sheamus ha vissuto dallo scoppio dell'emergenza COVID in poi. E l'irlandese ha spiegato a Corey Graves come sia riuscito a portare il suo apporto alla WWE e alla disciplina a un altro livello durante l'era della pandemia:

"Stavamo lottando davanti a nessuno, ed è qui che tutto ha iniziato a prendere il via per me, Corey, perché ho avuto una nuova prospettiva di vita lì dentro. Ho avuto l'opportunità di andare lì e mostrare a tutti cosa potevo fare. Non c'era pubblico. Non c'era nient'altro, tranne te e Cole sul pavimento di cemento, il ring e io lì con un avversario. Quello è stato il momento in cui le cose sono cambiate".

Sheamus non ha negato la preoccupazione che si respirava in quelle settimane: "Molti ragazzi e ragazze erano davvero preoccupati. Era un territorio completamente nuovo. Faceva paura, ne faceva davvero parecchia. Ci sono volte in cui durante un match la presenza del pubblico è talmente forte da travolgerti. A quel punto la porti dentro di te e ti prendi il massimo da quei momenti. Ma stavolta non c'era nessuna possibilità che succedesse. C'era il ring, voi ragazzi, e gli avversari sul quadrato".

Una situazione delicata, che Sheamus ha però capito che potesse tramutarsi in un'opportunità: "Mi ci sono buttato a capofitto, perché sapevo che la mia fisicità sarebbe diventata una piattaforma adeguata per mostrare quanto sono bravo. Ci andavo ogni volta al massimo, e la gente parlava di quanto fossi aggressivo, di quanto fossi brutale, e il tutto senza reazioni da parte del pubblico. La fisicità è iniziata lì, e ho semplicemente cercato di trarne il massimo possibile. Per me è stata un'opportunità incredibile".

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