Dutch Mantell rivela perché CM Punk ha lasciato la WWE nel 2014

Tra le superstar più controverse dell’era moderna, è impossibile non citare CM Punk

by Simone Brugnoli
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Dutch Mantell rivela perché CM Punk ha lasciato la WWE nel 2014

Tra le superstar più controverse dell’era moderna, è impossibile non citare CM Punk. Il wrestler di Chicago è diventato famoso in tutto il mondo grazie alla sua esperienza in WWE, conclusasi in maniera piuttosto burrascosa.

Durante la sua avventura a Stamford, ha conquistato tre volte il titolo dei pesi massimi, due volte il WWE Championship e una volta ciascuno l’ECW Championship, l’Intercontinental Championship e il World Tag Team Championship, diventando così il 19° wrestler nella storia ad aver completato la Triple Crown.

Come se non bastasse, si è aggiudicato due edizioni consecutive del Money in the Bank e il suo secondo regno come WWE Champion – durato ben 434 giorni – è il sesto più lungo nella storia della cintura.

Dopo essersi allontanato dal wrestling per diversi anni, Punk ha firmato un contratto con la All Elite Wrestling nel 2021. Nell’ultima edizione di ‘Storytime’, l’ex manager della WWE Dutch Mantell ha illustrato le ragioni che hanno spinto CM Punk a lasciare la WWE nel 2014.

CM Punk ha lasciato la WWE nel 2014

“La verità è che CM Punk era arrabbiatissimo per non aver ottenuto lo slot per il main event di WrestleMania” – ha rivelato Mantell. “Era convinto di meritare quello slot e ci è rimasto malissimo.

La sua decisione di lasciare la WWE non aveva niente a che fare con il denaro. Quando ha capito che la compagnia non gli avrebbe dato lo slot che voleva, ha salutato tutti e ha cambiato aria” – ha aggiunto. Dutch è tornato anche sul clamoroso ritiro di Vince McMahon: “Con il passare degli anni, l’ideologia e i dogmi di Vince hanno finito per turbare le persone a lui vicine.

Non mi riferisco soltanto agli atleti, ma anche agli uomini e alle donne che lavorano dietro le quinte. Non soltanto il suo approccio non ha funzionato, ma ha reso i suoi collaboratori sempre più inca**ati. Al tempo stesso, mi chiedo come abbia fatto il Wall Street Journal ad apprendere tutti quei dettagli. Mi viene il dubbio che sia stato qualcuno dall’interno a diffonderli”.

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