WWE Hall of Famer: "Lavorare con Shane McMahon è stato grandioso ma difficile"

Dopo la sua uscita di scena alla Rumble, si torna a parlare del figlio maggiore di Vince McMahon

by Roberto Trenta
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WWE Hall of Famer: "Lavorare con Shane McMahon è stato grandioso ma difficile"

Durante l'ultima edizione della Royal Rumble andata in onda a fine Gennaio, ci sono stati alcuni problemi a livello di scrittura e a livello di gestione del booking team, quando Shane McMahon aveva deciso di prendere in mano la fase creativa della Rumble maschile, andando a modificare importanti passaggi della contesa voluti dal padre, in cui lui diventava protagonista assoluto del match.

Dopo aver mandato su tutte le furie tutti gli addetti ai lavori, Vince McMahon è stato costretto ad estromettere il figlio dalla dirigenza e dal booking del match, mandandolo direttamente a casa e apparentemente estromettendolo dagli importanti piani che il figlio del patron della WWE aveva anche per Wrestlemania, con il suo nome che da quel punto non è nemmeno più apparso sui ring dello Showcase of the Immortals.
Nelle settimane successive a tali fatti, abbiamo letto online le notizie più disparate in merito a tale vicenda, con gli ultimi aggiornamenti che avevano anche svelato quale sarebbe potuto essere alla fine il rimpiazzo che andava a sostituire il nome di Shane nella parte alta della card dello show degli show e che era quello di Seth Rollins, alla fine incluso in un match col rientrante Cody Rhodes.

Sean Waltman parla di come è stato lavorare con Shane McMahon

Nella sua ultima intervista riportata ai microfoni di Wrestling Then And Now, il WWE Hall of Famer Sean Waltman, conosciuto anche come X-Pac sui ring della WWE, ha voluto parlare di come è stato lavorare col figlio maggiore dell'ex Chairman WWE sui ring della compagnia, dicendo:

"E' stato bello.

Non è stato per niente facile, ma è grandioso lavorare con lui. E' del tipo - c'è un sacco di energia lì ma aveva anche un sacco di idee, un sacco di buone idee. Quindi ho amato lavorare con lui; in più c'era anche un sacco di attenzione in quel match, o in tutti i match con lui all'interno, più di quanto io realizzassi al tempo.

Sono molto grato di tutto questo col senno di poi". Nonostante le difficoltà, quindi, Sean ricorda con molto piacere il suo lavorare col figlio del Chairman WWE, il quale gli ha insegnato parecchio sul quadrato, anche non essendo mai stato considerato un "vero e proprio wrestler".

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