Donald Trump ed il contratto che impediva venisse rasato a Wrestlemania 23



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Donald Trump ed il contratto che impediva venisse rasato a Wrestlemania 23

Donald Trump e la WWE vanno d'amore e d'accordo da quasi trent'anni, sin da quando l'edizione del 1988 di WrestleMania fu organizzata alla Conventional Hall di Atlantic City, location di proprietà dell'ex Presidente eletto degli Stati Uniti, location tra l'altro confermata per l'anno successivo.

Ebbene, anche durante il suo mandato da presidente degli Stati Uniti, Trump è stato in un rapporto molto stretto con la famiglia McMahon, tanto da aver portato la moglie di Vince, Linda, a lavorare con lui alla Casa Bianca.

Che la ex "first lady" della WWE (ne fu anche proprietaria tra il 1980 e il 2009) abbia ambizioni politiche è fatto noto da tempo, altrettanto risaputa la sua vicinanza al Partito Repubblicano.

Anzi, proprio la sua scelta di correre per un posto da senatrice nel 2010 (alla fine non fu eletta) ebbe un ruolo fondamentale nella storia della federazione, che decise di "ripulire" la sua immagine e di diventare uno spettacolo adatto ai minori, iniziando la transizione che ha condotto dalla Ruthless Aggression alla PG Era che perdura ancora oggi.
Ma ricordiamo anche di quando Donald Trump arrivò su un ring della WWE, per avere un suo match a Wrestlemania 23, nella quale fu però rappresentato da Bobby Lashley, contro il Chairman WWE, il quale veniva rappresentato da Umaga, con il perdente che si sarebbe fatto rasare la testa dopo il match e a perdere fu ovviamente McMahon.

Il contratto mai rivelato tra la WWE e Donald Trump

A quanto pare, a distanza di 15 anni dall'evento, è emerso dalle pagine del Wall Street Journal il fatto che all'epoca del match di Wrestlemania 23, Donald Trump e la WWE firmarono un contratto con la quale veniva assicurato a Trump che i suoi capelli non sarebbero stati toccati per nessun motivo, nemmeno se il wrestler scelto da Trump fosse morto sul ring.

I giornalisti della nota rivista hanno infatti affermato:

"Mr Trump ed i suoi associati hanno stilato un contratto per assicurarsi che sotto nessuna circostanza a Mr McMahon fosse permesso rasare la sua testa, anche se il wrestler scelto da Trump fosse morto nel ring"

Se tutto ciò non bastasse, la WWE ha pagato anche Trump con ben 4 milioni di dollari per la sua apparizione, i quali sono finiti nelle casse della Donald J Trump Foundation.