Booker T critica Ric Flair per il suo finto infarto



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Booker T critica Ric Flair per il suo finto infarto

Ric Flair ha disputato l’ultimo match della sua straordinaria carriera una settimana fa a Nashville. Il ‘Nature Boy’ ha collaborato con suo genero Andrade El Idolo per affrontare Jay Lethal e Jeff Jarrett.

I primi due hanno portato a casa la vittoria mandando il pubblico in visibilio. Il 73enne di Memphis è un'icona globale, avendo fatto innamorare milioni di persone negli anni ’80 e ’90. Nel 2012, è inoltre diventato il primo atleta nella storia ad essere inserito per due volte nella WWE Hall of Fame, sia individualmente che come membro dei ‘Four Horsemen’.

Durante l’incontro di domenica scorsa, il 16 volte campione del mondo – che ha avuto diversi problemi di salute negli ultimi anni – ha simulato un problema cardiaco per poter colpire Lethal negli occhi. Nell’ultima edizione del podcast ‘Hall of Fame’, Booker T ha affermato che il finto infarto non è stato un gran momento di wrestling.

Booker T critica Ric Flair

“Ad essere onesto, ritengo che non sia stato un gran momento di wrestling” – ha esordito Booker T senza giri di parole. “Non è stato il momento più bello del mondo.

Stiamo parlando di un 73enne che ha finto un attacco di cuore per poter colpire l’avversario negli occhi. Ho capito il senso di quello spot, ma un sacco di persone in quella dannata arena si sono spaventate a morte. L’ho trovata una scena di cattivo gusto” – ha aggiunto.

Dutch Mantell ha invece gradito molto lo spettacolo: “Non ho guardato l’evento, ma l’organizzazione è stata davvero fantastica. Hanno dato vita ad una serata memorabile e la collocazione dopo SummerSlam si è rivelata azzeccatissima.

Da quello che ho letto, non sono mancate le emozioni e Ric Flair ha ‘salutato’ il pubblico alla sua maniera. Jeff Jarrett e Jay Lethal hanno fatto un ottimo lavoro, aiutando Ric a brillare. Sono contento che Flair sia riuscito a portare a termine il match senza troppe difficoltà.

Tanti fan si sono recati nell’arena per rendere omaggio ad un uomo che ha segnato indelebilmente gli anni ’80 e ’90”.