"JBL non è un bullo", parola di un WWE Hall of Famer

Dopo averne lette di tutti i colori, anche l'ex WWE Champion viene difeso per il suo comportamento al limite nel backstage della WWE

by Roberto Trenta
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"JBL non è un bullo", parola di un WWE Hall of Famer

Qualche anno fa, era scoppiato in WWE il caso di Mauro Ranallo, commentatore della compagnia allontanatosi dalla federazione a causa di una depressione dovuta in parte ai comportamenti poco professionali del collega di commento JBL, con un altro commento pesante che rischiava all'epoca di minare sensibilmente la carriera da commentatore dell'ex Bradshaw.

Dopo poco erano arrivate anche le parole di un altro ex lavoratore della WWE: Justin Roberts, il quale si era scagliato contro il comportamento di JBL, ritenuto da molti quello di un bullo a tutti gli effetti. Uno dei volti più noti nel panorama degli annunciatori WWE degli ultimi 15 anni, infatti, ha rilasciato diverse interviste nel quale ha raccontato in maniera parecchio dettagliata i soprusi e gli scherzi pesanti che sono cominciati a diventare vero e proprio bullismo nei suoi confronti da parte di JBL durante tutto il corso della sua permanenza in quel di Stamford.
Roberts ha infatti definito JBL un vero e proprio "leader del male" nel backstage WWE, arrivando a chiamare lui e la combriccola dei suoi amici "il Cabinet" dello spogliatoio, veri e propri buli cresciuti, con alcune scene che si svolgevano proprio come gli angle all'epoca del suo regno titolato WWE contro Eddie Guerrero.

The Godfather difende il comportamento di JBL

Dopo anni di queste accuse nei suoi confronti, convalidati anche da diverse prove, JBL ha comunque trovato un volto noto che ha deciso di difenderlo agli occhi dei fan e degli altri addetti ai lavori, con il noto Hall of Famer della compagnia dei McMahon, The Godfather, che ha voluto infatti rivelare ai microfoni di Two Man Power Trip of Wrestling podcast:

"Quello che è in realtà, è che è un wrestler old-school a cui è stato insegnato il mestiere da parte di altri wrestler vecchia scuola, lui ha ancora quella mentalità che avevano loro.

I ragazzi moderni di oggi, e le persone che crescono al giorno d'oggi, crescono con una mentalità diversa e non lo capiscono, ma lui, lui non è un bullo, non lo era nemmeno prima. E' vissuto semplicemente con le regole del locker room che gli sono state passate dalla vecchia scuola. Quelle regole sono ormai andate".

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