Bill DeMott spiega perché Triple H è un genio

Triple H ha dimostrato di saperci fare sia sul ring che dietro la scrivania

by Simone Brugnoli
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Bill DeMott spiega perché Triple H è un genio

Triple H ha dimostrato di saperci fare sia sul ring che dietro la scrivania. Oltre ad essere stato un magnifico performer, The Game ha impressionato anche per il suo lavoro nel backstage. Come ormai tutti sanno, il 14 volte campione del mondo ha deciso di ritirarsi poco prima di WrestleMania 38.

Non si è trattato di un fulmine a ciel sereno; la lunga riabilitazione dopo l’intervento al cuore a cui si era sottoposto l’anno scorso lo ha indotto ad abbandonare il desiderio di tornare a lottare. Hunter ha fatto una breve apparizione allo ‘Showcase of the Immortals’, salutando il WWE Universe e depositando i suoi stivali al centro del ring.

HHH ha contribuito in prima persona alla nascita e all’ascesa di NXT, facendosi aiutare dal suo grande amico Shawn Michaels. I loro sforzi hanno permesso al marchio ‘Black and Gold’ di diventare una validissima alternativa agli show di Raw e SmackDown.

In una recente intervista a ‘LI#1 Pro Wrestling Broadcast’, Bill DeMott – che ha lavorato a NXT come capo allenatore dal 2011 al 2015 – ha speso belle parole per il ‘Cerebral Assassin’.

Triple H ha fatto la differenza

“Mi è piaciuto molto lavorare con Triple H. Sono stato felice di conoscerlo sia come professionista che come uomo. A livello professionale, ritengo che sia un genio assoluto e che abbia delle intuizioni pazzesche.

Mi sono sempre trovato bene con lui” – ha raccontato DeMott. Bill si è dimesso nel 2015, dopo che sono emerse accuse di maltrattamento nei confronti di alcuni ragazzi. “Sento di aver fatto la cosa giusta in quel momento.

Era necessario salvaguardare il buon nome dell’azienda” – ha spiegato. The Game è stato elogiato anche dal giovane Bron Breakker: “HHH è un uomo eccezionale, dico sul serio. Vorrei poter passare più tempo insieme a lui.

Quando sono arrivato a NXT, lui era lì. Stava al Performance Center su base settimanale e dava una mano ai giovani talenti. A quel tempo non volevo mettermi in mostra, ma desideravo soltanto essere un buon allievo e imparare il più possibile da una leggenda del suo calibro”.

Triple H
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