Booker T voleva che Cody Rhodes fosse il suo ultimo avversario

Cody Rhodes ha fatto il suo ritorno in WWE lasciando tutti quanti a bocca aperta

by Simone Brugnoli
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Booker T voleva che Cody Rhodes fosse il suo ultimo avversario

Cody Rhodes ha fatto il suo ritorno in WWE lasciando tutti quanti a bocca aperta, se si considera che era stato uno dei fondatori della All Elite Wrestling nel 2019. ‘The American Nightmare’ è apparso a WrestleMania 38 per la gioia del pubblico, togliendosi subito lo sfizio di battere un autentico fuoriclasse come Seth Rollins.

L’ex campione Intercontinentale è ancora imbattuto da quando ha rimesso piede nella federazione di Stamford e ha dimostrato di essere uno dei migliori performer in circolazione. A Hell in a Cell, Cody è salito sul ring nonostante un serio infortunio ai muscoli pettorali, che lo terrà ai box per diversi mesi (anche se Rhodes sta facendo di tutto per bruciare le tappe).

Nell’ultima edizione del podcast ‘Hall of Fame’, Booker T ha spesso belle parole per l’ex star della AEW. I due si sono affrontati più volte per il titolo Intercontinentale tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012.

Booker T stravede per Cody Rhodes

“Volevo lavorare con Cody Rhodes, anzi volevo che fosse lui il mio ultimo avversario in WWE” – ha rivelato Booker T. “Ho sempre pensato che Cody fosse allo stesso livello di John Cena, Batista e Seth Rollins.

Che piaccia o meno, il talento di Rhodes non è in discussione. Il Cody attuale è molto diverso rispetto a quello del passato. Oltre ad essere più maturo, è anche più brillante e raffinato” – ha aggiunto.

Il due volte WWE Hall of Famer ha parlato anche di Kurt Angle: “Mi sarebbe piaciuto lottare di più contro Kurt. Abbiamo avuto una lunga faida, ma non ci siamo affrontati così tante volte sul ring. Avrei voluto disputare più match contro di lui, perché era dannatamente bravo.

Sfidare una medaglia d’oro olimpica era una soddisfazione enorme, volevo inserirla nel mio curriculum. Se lavoravi con Angle e non riuscivi a tenere il suo ritmo, ti distruggeva nel vero senso della parola. Mi allenavo duramente per essere certo che avrei tenuto il passo e per dimostrare a me stesso che avevo la stoffa giusta”.

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