Ronda Rousey addrizza il tiro: "È un bene che il wrestling sia predeterminato"



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Ronda Rousey addrizza il tiro: "È un bene che il wrestling sia predeterminato"

Negli ultimi anni, una delle protagoniste femminili dei ring della WWE che è più cresciuta davanti ai teleschermi della federazione è indubbiamente Ronda Rousey, attuale campionessa di Friday Night Smackdown, la quale è in faida con Natalya, amica canadese da diversi anni, che la supportava anche prima che arrivasse in WWE.

L'amore per il pro-wrestling di Ronda è ormai una cosa risaputa da anni, tanto che la Baddest Woman on the Planet aveva fatto alcune apparizioni sui ring della WWE quando ancora era un'atleta di MMA e lavorava per la UFC di Dana White, ma nel mentre strizzava già l'occhio al mondo della disciplina del pro-wrestling, che alla fine l'ha accolta a braccia aperte, dopo solo qualche anno.
Nell'ultimo periodo, però, soprattutto nel frangente in cui la Rousey è stata a casa, per la sua prima gravidanza, la ragazza è riuscita a tirarsi addosso l'ira di diversi addetti ai lavori e di diversi fan, attaccando il mondo del wrestling ed insultando alcune caratteristiche molto importanti del mondo della disciplina, come ad esempio le storyline o la parte prestabilita dei match.

Ronda Rousey continua a parlare della disciplina del pro-wrestling

Nel suo ultimo intervento ai microfoni del Kurt Angle Show, sembra che Ronda abbia cercato di addrizzare un po' il tiro delle ultime volte, parlando del pro-wrestling e dicendo:

"(Il fatto che i finali dei match siano predeterminati ndr) Aiuta veramente tanto e penso che i wrestler capiscano quanto sia di auto perché un sacco di volte sento di persone che si offendono e dicono cose tipo 'Come ti permetti di dire che è falso!

Non c'è niente di finto nell'andare contro un tavolo' o insistono 'Questo infortunio è reale' Ed io rispondo sempre 'Voi ragazzi, non avete idea di cosa fisicamente sia reale' ".

A modo suo Ronda ha poi provato a spiegare cosa era veramente reale della sua vita nel mondo delle MMA, dicendo:

"Gli infortuni non entrano nella tua testa. E' l'ansia e l'incertezza del risultato, che rende la situazione reale ed è completamente diverso da un'uscita predeterminata di un match di pro-wrestling.
Immagina se non avessi vinto la medaglia d'oro, Kurt e cosa avresti fatto per il resto della vita.

Questo è quello che appare reale a me. Infortuni, non mi interessano. Le persone possono infortunarsi in qualsiasi momento, anche giocando ai giochi da tavolo"