Pat McAfee fa una riflessione su Wrestlemania 38: “Un sogno diventato realtà”



by RACHELE GAGLIARDI

Pat McAfee fa una riflessione su Wrestlemania 38: “Un sogno diventato realtà”

Pat McAfee ha sfidato Austin Theory, pupillo di Vince McMahon nella Night 2 di Wrestlemania 38, e non solo, infatti ha anche potuto sfidare il Chairman in persona e si è preso una bella Stunner da Stone Cold Steve Austin.

"Ieri notte è stato un sogno che si avvera. Ieri sera è stato il momento della mia vita. Ieri sera... Avrei dovuto essere imbattuto a Wrestlemania, ma sono stato ingannato. Non era possibile che fosse un incontro ufficiale. Sono imbattuto a Wrestlemania.”

Uscendo dal personaggio, McAfee ha parlato bene di Austin Theory: “Sono assolutamente grato per tutti e tutto. Austin Theory, è un bravo ragazzo. Ho avuto la fortuna di essere lì. C'era qualcosa di interessante che ha avuto luogo a Wrestlemania. Una menzione a tutti su internet che mi ha dato molto amore. Non posso ringraziarvi abbastanza. È stato un sogno del c***o e voi siete i migliori.”

La Stunner inaspettata

Sempre durante l’intervista, il commentatore di SmackDown ha parlato di quello che ha subito da parte della leggenda del Texas, Stone Cold Steve Austin, che gli ha rifilato una bella Stunner dopo avergli offerto la birra, ma Pat non se lo aspettava proprio. 

"Ero seduto lì solo confuso da tutto ciò che stava accadendo nella mia vita proprio lì. Non sono abbastanza bravo in quel business per tutto ciò che è successo. C'era un sacco di fiducia che mi è stata data, col senno di poi, non sarebbe dovuto essere così. Sono lì dentro come se mi avessero dato un avvertimento. Ho fatto questo tre volte. Se mi guardo indietro a questa cosa, erano davvero sicuri che io capissi queste cose."

Durante la serata le persone sono rimaste anche molto colpite in positivo dal supporto che il collega Michael Cole gli ha riservato al commento e proprio Pat ha voluto condividere le sue parole prima del match: “Mi ha detto che questo è stato uno dei primi match da tanto tempo che lo rendeva esaltato.”

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