Booker T azzera le lamentele sui tornei WWE per decretare il re e la regina del ring



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Booker T azzera le lamentele sui tornei WWE per decretare il re e la regina del ring

Nella storia della WWE, ci sono stati diversi grandi atleti che hanno iniziato il loro successo nei piani che contano della federazione, vincendo il King of the Ring della federazione. Proprio come il nuovo Money in the Bank, una volta il titolo di King of the Ring veniva affidato ad un talento emergente, che con tale vittoria poteva fare il grande salto di qualità nei piani alti delle card della compagnia, così come accaduto con i vari Sheamus, Stone Cold Steve Austin, Triple H e molti altri.

Diversi altri atleti, invece, nonostante avessero già vinto dei titoli mondiali, ricevettero questa onorificenza per avere un altro grande push dalla compagnia, dopo anni un po' nel mid-carding della federazione, come accadde con Booker T, che divenendo King Booker, ricevette un nuovo push, con tanto di vittoria del titolo mondiale e l'affiancamento della moglie Sharmell e di diversi altri sudditi/accompagnatori, come ad esempio William Regal.
Quest'anno, oltre ad avere un nuovo King in WWE, avremo anche la prima Queen della storia della compagnia, con le finali dei due rispettivi tornei, che andranno in onda domani, nel ppv di Crown Jewel, in diretta da Riad.

Booker T silenzia le critiche sui tornei per decretare King e Queen della WWE

Nelle ultime ore, in diversi tra i fan del WWE Universe e gli addetti ai lavori della compagnia, si sono lamentati per la breve durata dei match dei tornei per decretare re e regina della compagnia, soprattutto quelli femminili, che in totale non sono arrivati a più di un quarto d'ora, tutti messi insieme.
Nel suo ultimo intervento ai microfoni dell'Hall of Fame podcast, Booker T ha voluto rispondere:

"La gente non ricorda che anche io ebbi tipo due match e vinsi il King of the Ring Tournament.

Quel torneo non ha nulla di un vero e proprio torneo. Serve solo ad incoronare un re. Questi tornei servono solo ad incoronare qualcuno e quindi la cosa importante è il regno che ne consegue, non il torneo di per sè.
Io, ero nella stessa posizione.

Ero nella stessa barca. Sono stato capace di creare ricordi indelebili con la corona sulla mia testa. Questo è qualcosa che la gente mi riconosce dicendo 'Amico, quello è stato un lavoro ben fatto. Era veramente bello.

Amico mi è piaciuto. Amico l'ho odiato' E' una di queste faccende. Questi tornei possono veramente costruire le carriere in un modo che non ti aspettavi. Devi accettare quel ruolo, farlo tuo, abbracciarlo e correre con esso" .