Roman Reigns: "Non riesco ancora a mandare giù quell'ingiustizia"



by   |  LETTURE 3494

Roman Reigns: "Non riesco ancora a mandare giù quell'ingiustizia"

Il 21 ottobre, Roman Reigns si presenterà a Crown Jewel come campione Universale e il suo obiettivo sarà quello di riuscire a difendere il suo titolo dall’assalto di Brock Lesnar. Quest’ultimo ha fatto il suo ritorno in WWE nel frangente conclusivo di SummerSlam, poco dopo l’affermazione del ‘Tribal Chief’ ai danni di John Cena.

I due hanno dato vita ad una rivalità molto intensa, resa ancora più accesa dal ruolo di Paul Heyman. L’ex membro dello Shield è imbattuto da oltre 400 giorni e ha riscritto diversi record nel corso dell’ultimo anno.

Durante una lunga intervista concessa a ‘WWE UK’, Reigns ha ricordato la clamorosa ingiustizia subita alla ‘Greatest Royal Rumble’. Roman fu capace di infliggere una devastante ‘Spear’ a Lesnar arrivando a sfondare la gabbia, ma incredibilmente non poté festeggiare la vittoria.

Roman Reigns ricorda la Greatest Royal Rumble

“Mi sento come se fossi stato derubato della vittoria quella notte” – ha raccontato il campione Universale. “L’obiettivo era uscire dalla gabbia d’acciaio attraverso la mia ‘Spear’ ed ero riuscito a mettere in atto il piano, ma il verdetto è stato ingiusto nei miei confronti.

Se avessi avuto un consulente speciale come Paul Heyman nel mio angolo, avremmo potuto chiedere di guardare il replay e dubito che le cose sarebbero andate in quel modo. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di iniziare una collaborazione con Paul Heyman, volevo assicurarmi che non avrei mai più subito rapine di tal genere nella mia carriera.

Ho sfondato una gabbia d’acciaio con una ‘Spear’ su Brock Lesnar e non sono uscito dall’Arabia Saudita come campione Universale, stento ancora a crederci” – ha aggiunto Reigns. Di recente, il noto corrispondente di ‘Wrestling Observer Live’ Bryan Alvarez ha sottolineato l’attaccamento di Roman alla WWE.

“Reigns è un atleta che darebbe la vita per la WWE. Magari ci sono delle scelte con cui non è d’accordo, ma fa sempre di tutto per mantenere alto il nome dell’azienda. Possiamo considerarlo alla stregua di un leale soldato alle dipendenze della WWE e del suo pubblico”.