Randy Orton: "Ci sono due superstar molto infelici per il trattamento della WWE"



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Randy Orton: "Ci sono due superstar molto infelici per il trattamento della WWE"

Randy Orton è stato uno dei simboli della WWE nell’ultimo decennio e mezzo, essendosi reso protagonista di un’ascesa dirompente fino a raggiungere i vertici della federazione di Stamford. A differenza di tanti suoi coetanei, l’ex campione dei pesi massimi è ancora molto attivo sul ring e svolge il ruolo di chioccia per le numerose giovani promesse all’interno del roster.

Il ‘Legend Killer’ si è concesso al suo amico ed ex rivale Kurt Angle per una lunga intervista nell’ultima edizione del ‘Kurt Angle Show’ in onda su ‘AdFreeShows.com’. L’ex medaglia d’oro olimpica ha domandato alla Vipera se avesse qualche consiglio da rivolgere alla nuova generazione di talenti.

Pur non volendo fare alcun nome, il 14 volte campione del mondo ha ammesso che ci sono diverse superstar nel backstage infelici per non aver ricevuto abbastanza opportunità di mettersi in mostra.

Randy Orton: "L'ho vissuto in prima persona"

“Ci sono tante piccole cose da considerare e penso che dipenda molto da situazione a situazione.

Proprio l’altro giorno, c’erano un paio di ragazzi che non avevano fatto molte apparizioni televisive ultimamente e che si sentivano infelici, perché ritenevano che non gli fosse stata concessa l’opportunità che avrebbero meritato” – ha raccontato Orton.

Quest’ultimo ha dovuto fare i conti con momenti difficili all’inizio della sua carriera, un aspetto che lo ha fatto entrare in empatia con i suoi colleghi. “Quando i ragazzi si sentono in quel modo, probabilmente hanno ragione dalla loro prospettiva.

C’è un talento davvero enorme in circolazione. So che tre ore possono sembrare tantissime per Raw, ma non bisogna dimenticare che sono tante le storie che si vogliono raccontare. Non c’è tempo sufficiente per tutti quanti.

Quei due atleti che ho menzionato in precedenza avevano alcune domande senza risposta, ecco perché ho cercato di dargli una mano. L’ho vissuto in prima persona. Ero quel tipo di ragazzo che rientrava negli spogliatoi discutendo con se stesso come un pazzo, soprattutto quando non ero soddisfatto di come stavano andando le cose” – ha spiegato Randy.