WWE: Xavier Woods risponde a The Undertaker



by   |  LETTURE 1424

WWE: Xavier Woods risponde a The Undertaker

La Leggenda WWE The Undertaker è recentemente intervenuto ai microfoni del Joe Rogan Experience podcast e durante la sua intervista gli è stato chiesto più volte cosa pensasse delle attuali produzioni della federazione a cui è tanto legato, ma la risposta è stata alquanto negativa o comunque nascondeva al suo interno alcune incertezze su alcune scelte.


Tra i motivi citati dal Deadman, non è passato in secondo piano quello che indicava il prodotto WWE come "soft", chiarendo di avere anche alcune difficoltà a seguire gli show che ci vengono donati settimana dopo settimana.

Riflettendo sulle differenze che ci sono tra la sua Era e quella attuale, il noto all'anagrafe come Mark Calaway ha ammesso:

"Ai miei tempi, la WWE era molto differente. Gli uomini che incontravi nei camerini erano veramente duri, portavano addirittura con sè pistole e coltelli, oggi invece noto anche un eccessivo uso di videogames prima dello show e molta più attenzione all'aspetto fisico.

Sarà l'evoluzione, ci mancherebbe. Ma preferivo quando si incontravano dei veri uomini."

La risposta di Xavier Woods

Di fronte a questo pensiero del Deadman, non sono mancate le reazioni da parte di tutto il wrestling web e fra i tanti commenti è spuntato quello di Xavier Woods, che si sarà probabilmente sentito chiamato in causa per la sua nota passione per i videogiochi.

Ecco il suo tweet, con traduzione annessa:


"Non sarei stato la persona che sono oggi senza gli insegnamenti e i consigli datemi dalle persone che hanno preso parte a questo business prima di me.

Mi hanno insegnato come muoversi all'interno di esso, come gestire il mio denaro e che avere videogames negli spogliatoi è molto più salutare... Grazie ragazzi."

Una risposta sottile quindi a The Undertaker, che tanto ha fatto discutere con le sue dichiarazioni nelle ultime ore.

Sicuramente il prodotto WWE è molto cambiato, ma la gestione del camerino è molto probabilmente l'ultimo dei problemi (ammesso che lo sia) della federazione di Stamford.