Perché la WWE ora chiama alcune Superstar solo per cognome? Arriva la risposta



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Perché la WWE ora chiama alcune Superstar solo per cognome? Arriva la risposta

C'erano una volta, in WWE, alcuni atleti che si presentavano sul ring con un nome e un cognome. Con il trascorrere del tempo, però, alcuni di loro si sono visti "tagliare" una parte del loro appellativo di battaglia, perdendo per strada in alcuni casi il cognome, in altri il nome. In tempi recenti è avvenuto ad Andrade (che ha perso per strada il vecchio "Cien" Almas), Ali (non più Mustafa), Apollo (che ha prima perso e poi ritrovato il Crews) e soprattutto i primi due a cui è stato applicato questo editto. Si tratta di Cesaro e Rusev, che debuttarono sui ring di Stamford come Antonio Cesaro e Alexander Rusev.

Ma perché in WWE si è scelto di sforbiciare dei nomi che oltretutto nemmeno sono quelli reali dei diretti interessati, bensì sono stati inventati negli stessi uffici di Stamford? Una domanda interessante, cui ha risposto in queste ore Dave Meltzer, nell'ambito di una conversazione sulla sua 'Wrestling Observer Radio' in cui stava affrontando ben altra questione: il cambio di ringname di Babatunde Aiyegbus, ora divenuto per tutti Dabba-Kato.

Cesaro e Rusev senza nome: le ragioni di Vince McMahon

E Meltzer ha inquadrato proprio la situazione di Cesaro e Rusev, partendo da quest'ultimo: "Hanno tenuto una riunione, e Vince McMahon in persona ha annunciato che gli avrebbero tolto il nome di battesimo. Tutti si domandarono e gli domandarono perché, a quel punto Vince rispose che il suo nome era Alexander Rusev ed era uno dei principali cattivi della WWE in quel momento. Chiamandosi Alexander, però, ben presto tutti avrebbero iniziato a chiamarlo Alex. E secondo lui Alex non era un buon nome per un heel".

Situazione analoga anche per il Cyborg svizzero: "La ragione è questa, è tutto vero. Per questo Rusev non aveva più un nome, e per lo stesso motivo non ce l'ha più nemmeno Cesaro. Vince spiegò invece che tutti avrebbero cominciato a chiamarlo Tony, e Tony non era un nome da cattivo. Quindi tagliarono anche quello".

Una presa di posizione tanto chiara quanto facilmente contestabile. Basti pensare a un certo Tony Schiavone, che da qualche parte in AEW (ripensando ai suoi anni in TNA) potrebbe non essere affatto d'accordo con questa idea.