Ric Flair: "Vi spiego cosa manca alle superstar di oggi rispetto al passato"



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Ric Flair: "Vi spiego cosa manca alle superstar di oggi rispetto al passato"

L’improvvisa emergenza creatasi dopo lo scoppio della pandemia globale ha messo in ginocchio praticamente tutti i settori, compreso quello dell’intrattenimento sportivo. La WWE è riuscita nel suo intento di organizzare i propri show, anche se l’assenza del pubblico e la disputa dei PPV al Performance Center di Orlando hanno inciso in maniera evidente sugli ascolti.

Nel corso di una recente intervista a Scott Fishman per TV Insider, l’Hall of Famer Ric Flair ha analizzato la crisi degli ascolti con cui la federazione di Stamford ha dovuto fare i conti nell’ultimo periodo.

Ric Flair: "Non mi piace rimanere in disparte"

“Ho guardato il wrestling per molto tempo” – ha esordito Flair. “È chiaro che l’assenza del pubblico ha influito sul rendimento degli spettacoli.

Ma ciò non toglie che i ragazzi stiano facendo del loro meglio, non si può far altro che elogiarli. Mancano anche alcune superstar chiave. La WWE non sta cercando scuse, provando in ogni modo ad andare avanti. Hanno quell’etica del lavoro che sta alla base del successo.

Vince McMahon e la WWE torneranno ancora più forti tra un anno. La pandemia ha fermato moltissime cose, ha dato una prospettiva diversa alle persone, ma non bisogna pensare che il livello delle prestazioni si sia abbassato” – ha aggiunto.

Nonostante la preoccupazione per le conseguenze del virus, Ric non ha nessuna intenzione di rimanere in disparte. “Alcune persone sono felici di tornare a casa e rimanere in disparte. Io invece adoro fare sempre qualcosa.

Mi sono divertito un sacco quando sono andato a Raw un paio di volte con Randy. Essere ancora coinvolto a 71 anni è grandioso per me”. Di cosa avrebbe bisogno il wrestling odierno? “Prima c’erano tantissimi personaggi enormi con cui confrontarsi.

Oggi, ad eccezione di Randy Orton e forse AJ Styles, nessuno può vantare quel tipo di esperienza. Io o Booker T potremmo citare almeno 20 ragazzi con cui abbiamo lottato centinaia di volte” – ha sentenziato il 16 volte campione del mondo.