Wade Barrett rivela: "Ecco quando è cominciato il mio odio nel lavorare per la WWE"


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Wade Barrett rivela: "Ecco quando è cominciato il mio odio nel lavorare per la WWE"

Uno dei wrestler inglesi più apprezzati dell'ultimo decennio in WWE ma che tuttavia non ha mai raggiunto vette troppo alte nei campionati della federazione di Stamford è l'ex King of the Ring ed ex campione Intercontinentale Wade Barrett.

Nonostante le grandi doti oratorie al microfono e lo stile abbastanza ricercato sul ring, il lottatore di Penwortham non è mai riuscito ad arrivare ad una cintura mondiale in WWE, nemmeno dopo aver vinto il titolo di Re del ring nel 2015, proprio come altri suoi illustri predecessori, mai arrivati al "Big Gold", come Roddy Piper o William Regal.
Dopo il suo ultimo e abbastanza disastroso stint in WWE, Wade ha così parlato di come fosse ultimamente lavorare con la federazione di Stamford e di quando si accorse che ormai quel lavoro non facesse più per lui, dicendo ai microfoni del podcast "Art of Wrestling":

"Ho lasciato la WWE intorno all'Aprile o il Maggio del 2016.

Dissi loro che il contratto stava scadendo e che non lo avrei rinnovato. Provarono a tenermi con un paio di offerte e io dissi loro 'Non mi importa quanto offrite, ho bisogno di andare via. Odio questo ca**o di posto.'


Ho amato il mio lavoro fino, probabilmente, alla fine del 2014, inizio del 2015. Ho fatto cose veramente eccitanti ed altrettante non così fantastiche... ho pensato che avrei dovuto migliorare il mio fisico, e ci sono riuscito, convincendo anche loro.

Magari, avevo bisogno di una catchphrase, Magari, avevo bisogno di una t-shirt che avrebbe venduto parecchio. Magari, avevo bisogno di fare qualcosa di più nel ring. C'era sempre qualcosa nella mia testa che mi diceva che dovevo migliorare qualche aspetto del mio personaggio.
Fino a quando arrivai nel 2015, in cui venni sbattuto in fondo alla card.

Mi davano delle opportunità che sembravano solo tempo perso. Come quando diventai King of the Ring, che dovrebbe essere qualcosa di importante, ma che venne seguito da un nulla di fatto. Era come se arrivassi lì ogni giorno e dicessero 'Ok, cosa faremo oggi ragazzi? Ah, facciamoli combattere per circa tre minuti, e mandiamo over quest'altro ragazzo...'

improvvisamente, dopo aver ricevuto quella grande opportunità, ho dovuto ricominciare a scalare la card dal basso, come se fossi l'ultimo arrivato. Non è stato gratificante, per non dire altro. E' stata la realizzazione che a loro non importava cosa io facessi lì dentro, ma stavo solo aspettando un uomo che tirasse su o giù il pollice.

Ho speso la mia intera carriera aspettando e sperando che quel pollice fosse rivolto verso l'alto"

Un wrestler ed una carriera che avrebbero decisamente meritato di più, ma che a quanto sembra non andavano a genio a qualcuno all'interno della dirigenza WWE, che ha sempre considerato poco la bravura e le notevoli caratteristiche del lottatore inglese, che non è mai riuscito a dimostrare a sè stesso e ai fan di cosa potesse essere capace sul ring della WWE.

Magari in futuro potrà dare ancora il suo contributo ai fan e alla compagnia, perchè come è ormai noto, in WWE, mai dire mai...