CM Punk e il ritorno in WWE: ecco il suo status attuale con la compagnia


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CM Punk e il ritorno in WWE: ecco il suo status attuale con la compagnia

CM Punk che fa ritorno in WWE, con tanto di breve countdown e ritorno della sua iconica musica d'ingresso, "Cult of Personality": questa la notizia, chiacchierata, attesa e sperata, che si è consumata nella notte americana tra martedì e mercoledì.

Lo Straight Edge di Chicago ha preso parte ai secondi finali di 'WWE Backstage' dando appuntamento alla puntata della prossima settimana, ma la domanda che è lecito porsi a questo punto è: quali accordi ha preso con la WWE? E nello specifico che tipo di contratto ha sottoscritto con la compagnia verso cui ha mantenuto rapporti nel migliore dei casi gelidi fin dal lontano 2014? A fare un po' di chiarezza sul tutto ci ha pensato 'PWInsider', che ha fatto notare ciò che era comunque circolato anche negli scorsi mesi, ossia che CM Punk è al momento un dipendente della Fox (l'emittente che ospita 'WWE Backstage') e non direttamente della WWE.

In questo momento, quindi, non ha alcun tipo di accordo commerciale o professionale con la compagnia che lo rese campione del mondo, sebbene ovviamente lavorerà come opinionista in una trasmissione che di WWE si occupa, e che pertanto potrebbe dare vita a cambiamenti sostanziali nel prossimo futuro.

"Quello che sappiamo è che a partire da questo punto CM Punk apparirà regolarmente a 'WWE Backstage' come opinionista e analista, anche se questo non avverrà ogni settimana e in ogni singola puntata", ha spiegato ancora 'PWInsider'

Al momento l'operazione sembra destinata solo ed esclusivamente a risollevare le sorti di un contenitore, 'WWE Backstage' appunto, che nella puntata della settimana precedente aveva raccolto la miseria di 49mila spettatori.

Chiaro che ora questo show attirerà molte più attenzioni, anche se per il momento l'ipotesi di rivedere CM Punk lottare per la WWE ancora non sussiste. Il fatto però che sia tornato quantomeno a occuparsi di WWE in maniera ufficiale, ovviamente rende l'opzione più praticabile rispetto a quanto non lo sia mai stata da quel lontano 2014 in cui lasciò la compagnia sbattendo la porta.