Rusev: "Vi spiego cosa è accaduto in Arabia Saudita"


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Rusev: "Vi spiego cosa è accaduto in Arabia Saudita"

Nel corso di una recente intervista al Sun, Rusev ha espresso il suo giudizio sul ritardo che ha bloccato diversi dipendenti della WWE in occasione dell’ultima trasferta in Arabia Saudita. Secondo le indiscrezioni che si erano diffuse, le autorità locali avrebbero impedito al velivolo di prendere il volo a causa di alcuni dissidi creatisi tra la federazione di Stamford e il principe arabo.

“La frustrazione cresceva di ora in ora e la tensione era alle stelle. Mio padre è un pastore, credo in Dio e in Gesù Cristo, il nostro salvatore, quindi ho chiesto di pregare affinché riuscissimo a tornare a casa, non perché fossimo tenuti in ostaggio.

Non credo che nessuno volesse tenere in ostaggio 170 persone, cittadini americani” – ha spiegato il 33enne bulgaro. Nonostante questo spiacevole episodio, Rusev non chiude le porte ad un ritorno in Arabia: “Guadagno un sacco di soldi, tornerò sicuramente.

Adoro ogni singolo viaggio che facciamo lì, adoro il modo in cui rompiamo le barriere con le donne che lottano lì. Penso che sia una grande vittoria per l’azienda, oltre ad aprire le porte a nuove opportunità di ulteriore sviluppo.

È semplicemente fantastico. È una grande opportunità per noi essere ambasciatori dell’intrattenimento” – ha aggiunto il tre volte campione degli Stati Uniti.