WWE, Goldberg ripensa al match con Undertaker: è severissimo con se stesso


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WWE, Goldberg ripensa al match con Undertaker: è severissimo con se stesso

Si è parlato a lungo di Undertaker vs Goldberg, il criticatissimo match tra leggende disputato a Super ShowDown, in Arabia Saudita. Si è parlato dei tanti errori commessi dai due atleti, dei loro screzi dietro le quinte (con un Phenom in particolare fuori di sé dalla rabbia), e si è parlato soprattutto delle tante critiche piovute nei confronti di un Goldberg che sembra aver affrontato la sfida quantomeno in maniera piuttosto superficiale.

Ora, dopo il suo ritorno di SummerSlam (con lo squash rifilato a Dolph Ziggler che di fatto ha costituito la sua "redenzione"), lo stesso Goldberg è tornato su quella serata, e non ha risparmiato parole severissime nei confronti di se stesso: "Quel match è stata una vera e propria tempesta di sterco"

La sua durissima analisi (con tanto di autocritica molto pesante) è arrivata nel corso di una partecipazione a 'The Hall of Fame', trasmissione di ESPN 97.5 in cui Da Man ha parlato a cuore aperto con l'amico Booker T e con Brad Gilmore: "Credo sia andata così male perché le persone non hanno il controllo assoluto di ogni cosa che fanno, giusto? A 52 anni, essere Goldberg e andare contro Undertaker mi ha condotto di fronte a due alternative, potevo cercare di trovare il miglior stato di forma che mi fosse possibile oppure potevo cercare di diventare tanto più grosso quanto fossero le possibilità umane, in modo da non sembrare un anziano Goldberg che affronta Undertaker"

A distanza di tempo, l'ex Universal Champion ha ammesso di aver forse optato per la scelta sbagliata: "Bisogna sempre trovare il giusto compromesso, l'altra volta non avevo bisogno di allenarmi facendo cardio, così mi sono concentrato per tutte e quattro le settimane di tempo che avevo a mettere su massa muscolare.

Volevo diventare il più grosso possibile. Qui invece è stato il contrario, ho solo provato a rimettermi in forma e a perdere peso. Non ho cercato di aumentare nemmeno di un grammo, per quanto riguarda i muscoli.

Il fatto è che ogni situazione è differente dalle altre" C'è stato ad esempio un singolo momento in cui tutto è andato storto: "Il segmento con il paletto del ring. Un paio di bookers sono venuti da me quando tutto era finito e mi hanno detto che era previsto che io lo facessi.

Il problema è che io sapevo di non aver avuto buoni risultati un 50% di volte in cui avevo provato quella sequenza. E il punto è proprio questo, io non pretendo di essere un animale da palcoscenico come lo è per esempio Ric Flair.

Lui sale sul ring e fa sganasciare la gente dalle risate, io magari ci posso provare ma non è il mio modo di essere sul ring" Quindi, il match con Dolph Ziggler: "Il mio modo di lasciare la gente a bocca aperta è sempre stato quello, camminare sul confine tra ciò che è reale e ciò che è fin troppo esagerato.

Avete presente il primo superkick che mi ha tirato sul grugno? Gli è venuto davvero bene, e ho dovuto reagire perché mi si è piantato addosso. Poco da dire, è stato perfetto, ed è così che a me piace lavorare.

Sono sempre stato un tipo di persona che trae il meglio dalle situazioni e si esibisce al massimo delle sue possibilità. Che dà l'impressione di essere il livello massimo, sempre. Così cerco sempre di pretendere il massimo da me stesso e dai miei avversari, con il risultato che se le circostanze non lo permettono purtroppo capita che la situazione vada a scatafascio, e diventi un naufragio per me e per chi sta lavorando con me"