Rusev spiega in due parole perché rimane in WWE (pur non facendo niente)


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Rusev spiega in due parole perché rimane in WWE (pur non facendo niente)

In questi mesi certamente non facili per la WWE, la compagnia di Stamford ha due categorie ben distinte in cui si suddividono i tanti atleti poco sfruttati nel corso delle storyline: quelli che si lamentano per il trattamento loro riservato dal booking e quelli che, più o meno silenziosamente, sopportano.

Uno di questi è Rusev, ormai lontanissimo dai fasti del Rusev Day che lo rese anche primo sfidante al titolo di WWE Champion allora detenuto da AJ Styles e da tempo scomparso dai radar di SmackDown, dopo il completamente insensato turn heel e lo sfortunato periodo da campione degli Stati Uniti.

Il lottatore bulgaro, però, da tempo non si lamenta più su Twitter del suo scarso utilizzo nel corso degli show (cosa che invece aveva rappresentato un'abitudine in passato). Nelle scorse ore però è tornato a fare capolino sui social spiegando in due semplici parole rivolte a un fan per quale motivo non sente il bisogno di esprimere la sua frustrazione.

Il tifoso aveva infatti indirettamente stuzzicato Rusev tramite una semplice quanto efficace immagine ("Io, quando ero un bambino, da grande volevo lavorare per la WWE ed essere campione del mondo come Bret Hart, Chris Jericho e Hulk Hogan; mio figlio, ora, da grande vuole lavorare per la WWE e farsi pagare per tenere il sederone sul divano come Brock Lesnar, Rusev e Undertaker"):


Ebbene, di fronte a queste parole è arrivata la risposta proprio di Rusev, che ci ha scherzato su ma fino a un certo punto: "Noi sieditori di professione siamo fatto così.

E come dice Dolph 'cha ching, fratello..." .


Per capire il senso delle parole di Rusev è importante sapere che "cha ching" in inglese è il rumore che identifica il registratore di cassa.

In altri termini, secondo quanto suggerito dallo stesso Rusev: finché questi lottatori vengono regolarmente pagati, perché preoccuparsene?