Bray Wyatt arriva a Dallas per il weekend di Wrestlemania 38. Ecco le sue parole



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Bray Wyatt arriva a Dallas per il weekend di Wrestlemania 38. Ecco le sue parole

Bray Wyatt, che ora si fa chiamare Windham, il suo vero nome di battesimo, è approdato a Dallas in Texas dove si terrà il favoloso weekend di Wrestlemania 38, con tantissimi eventi oltre le due serate delle show. Infatti anche lui come molti altri, è parte del WrestleCon, fantastica fiera dove tutti i fans possono riunirsi ed incontrare i wrestler e vederli anche lottare.

Il Fiend ha fatto sapere di essere arrivato con un selfie su Instagram, scrivendo anche: “Sono appena arrivato a Dallas. Questo posto mi sembra così vivo, mi fa sentire vivo. Questa settimana in particolare è sempre stata una parte enorme di me. Dannazione, mi mancava questa energia. Anche voi mi siete mancati. Sono sicuro che alcuni di voi hanno delle domande per me. Ho delle risposte. Eccole qui. Risponderò a 6 domande nella prossima ora. Tenete a mente che odio rovinare le sorprese.”

Le risposte alle domande

Quindi ovviamente i fans hanno iniziato a porgli le domande e lui ha risposto. Di seguito vi riportiamo la traduzione:

D: Com’è la tua salute, seriamente?

R: Non sono mai stato più sano sia fisicamente che mentalmente. Sono stato in grado di sfidare me stesso con progetti che non sarebbero mai stati possibili prima. Questo è un momento felice per me. Ma devo essere paziente. Il tempismo è tutto.

D: Perché sei a Dallas?

R: Sono qui per @officialwrestlecon. Ma lo è chiunque amico. Questa è la stagione.

D: Hai intenzione di lottare di nuovo?

R: Amerò sempre il wrestling. Non potrei immaginare di passare il resto della mia vita senza tornare sul ring e sentire di nuovo quel ruggito. Ci penso spesso. Tutto deve essere al suo posto. Come ho detto, il tempismo è tutto.

D: Puoi spiegare Il culto di Windham?

R: Lo vedrai.

D: Cos’hai in mente? Vendetta? Dimostrare il tuo valore? Lascerai parlare le tue abilità?

R: All'inizio non riuscivo a pensare ad altro. Ma la vendetta è una confessione di dolore. E stavo soffrendo. Ero arrabbiato. E poi sono guarito. Mi sono ricordato che ogni volta che nella mia vita sono stato sfidato sono tornato migliore. Non sono estraneo al dolore, niente è mai stato facile per me, niente è mai stato dato. Ma ormai la gente dovrebbe sapere che non dovrebbe mai e poi mai dubitare di cosa sono capace.

D: Come ti è venuta l'idea per la Firefly Funhouse?

R: La Firefly Funhouse, almeno sulle prime, è una storia sulla mia vita. Vi ho raccontato storie che sono successe dal vivo in televisione e molte che non potreste mai conoscere. Erano confessioni. Erano brevi documentari stilizzati sulla mia vita. Ecco perché erano connessi. Non erano solo sul wrestling. Erano una storia di origine. Quello che ho passato veramente, le mie lotte, i miei vizi, il mio ritorno, e la guerra. Ho nascosto così tanto lì solo perché volevo che la gente lo sentisse quando guardava. Perché credetemi, ho avuto ogni emozione percepibile durante la realizzazione di quelli. La mia vita, la mia arte.

D: Questo è lui che ci sta trollando

R: Non sto trollando un bel niente. Sto rispondendo alle domande. E questa non conta!