Dana White: "Ecco perché non sconsigliammo a CM Punk di lottare in UFC"


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Dana White: "Ecco perché non sconsigliammo a CM Punk di lottare in UFC"

CM Punk a UFC 225 ha perso contro Mike 'The Truth' Jackson per decisione unanime, in una notte sportivamente drammatica che segnerà il suo quasi certo addio al mondo delle arti marziali miste. Eppure Dana White ha sempre ribadito la propria stima nei confronti dell'atleta, pur affermando a chiare parole che la sua carriera nell'Ottagono è finita.

Anzi, White se l'è presa con Jackson, reo di aver "giocato" con CM Punk e averlo irriso prolungando in maniera inutile un incontro che avrebbe già potuto concludere prima, mancando completamente di rispetto nei confronti di un ragazzo che comunque stava dando tutto se stesso.

Nel frattempo il presidente della UFC ha parlato nel podcast 'MMA Roasted', rivelando i motivi per cui gli allenatori di CM Punk non abbiano provato a convincerlo a rinunciare al sogno di lottare in una federazione professionistica di arti marziali miste, mondo nel quale purtroppo si è rivelato inadeguato.

"Non si può dire a qualcuno di non fare ciò che ama più di ogni altra cosa - ha affermato White -. CM Punk voleva essere un Fighter della UFC, voleva lavorare per noi. Lo voleva così tanto da aver abbandonato qualsiasi altro progetto professionale nella sua vita".

"Provate a parlare con Duke Roufus, Pettis o una qualsiasi delle persone che lo hanno seguito in questi mesi, di come andava avanti e indietro da Chicago per allenarsi, stando al volante per ore. E di quanto lavorava in palestra.

Fosse stato per lui, si sarebbe allenato per sempre. Questo ragazzo è venuto qui mettendo in gioco tutto se stesso e ha finito con il farsi rispettare profondamente da tutti noi. Ha dimostrato di avere due palle così, ha messo in gioco tutto se stesso non una ma due volte, e tutti quelli che lo criticano dovrebbero ricordarselo sempre", ha aggiunto White.

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