Trouble in Paradise - Speciale CM Punk III: L'ultimo pensiero su Tony Khan e la AEW

E siamo all'ultima e terza parte dell'intervista a CM Punk sulla sua esperienza in AEW e qui il wrestler dice la sua su Tony Khan e la federazione nel suo complesso

by Rachele Gagliardi
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Trouble in Paradise - Speciale CM Punk III: L'ultimo pensiero su Tony Khan e la AEW
© Denise Salcedo YouTube/Fair Use

Dopo aver parlato di quello che è accaduto quando Tony Khan gli ha proposto di “isolarlo” insieme ad altri wrestler scelti a AEW Collision, dopo aver raccontato la sua versione dei fatti per quello che è accaduto nel backstage di AEW All In, ecco che CM Punk ha voluto esporre il suo pensiero sia su Tony Khan che la compagnia nel suo complesso.

Non un capo, non un business

In modo specifico, sul suo ex capo ha detto: “La verità è la verità. Lui non è un capo, è un bravo ragazzo. E penso che alla fine, questo sia un danno per l’azienda, parole che in realtà rispecchiano il parere di molti fan che dall’esterno assistono a tante cose fatte da Tony Khan, come i suoi tweet su X che spesso non sono esattamente consigliabili da un punto di vista umano.

Sulla All Elite Wrestling in sé invece, il Second City Saint ha detto: La AEW non è un vero business, non si tratta di vendere biglietti, non si tratta di attirare soldi, non si tratta di fare soldi. Semplicemente non è così.” Quando gli viene chiesto allora da Ariel Helwani cosa rappresenta, lui risponde: “Non lo so. Forse avere dei buoni match? E non c’è nulla di male in questo.”

Parole forti, parole forti su una compagnia molto strana

Il saluto ufficiale a questa situazione avviene sotto forma di questo discorso da parte di CM Punk: Non rimpiango il mio tempo lì [in AEW]. Sono solo brutalmente onesto su alcune cose. È finita lì. Spero che siano felici, perché io so di essere felice. Vorrei lasciare le cose così come sono. Capisco i fan e il tribalismo, io sono un Blackhawks, sono un fan dei Chicago Cubs, quindi prenderò sempre in giro i fan dei White Sox, o dei Blues, o dei Predator sai? Ma alcune cose erano così strane, come parlare del mio cane e tutte queste cose orribili.”

Dopo aver letto le parole di CM Punk sulla situazione, che ricordiamo essere solo un punto di vista sulle cose, sta a voi trarre le vostre conclusioni su chi avesse ragione in questa situazione. Ma il riassunto di tutto questo è semplicemente: perché il wrestling non può essere sicuro, divertente e senza drammi? Eh beh, non sarebbe wrestling altrimenti no? 

LEGGI I CAPITOLI PRECEDENTI: Trouble in Paradise - Speciale CM Punk I: Quante idee sbagliateTrouble in Paradise - Speciale CM Punk II: Il dramma di AEW All In

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