Undertaker fa marcia indietro: "Chi fa wrestling oggi è moscio? Sbagliai a dirlo"

Il leggendario Phenom rettifica un paio di sue affermazioni passate che avevano fatto storcere il naso a diverse persone.

by Marco Enzo Venturini
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Undertaker fa marcia indietro: "Chi fa wrestling oggi è moscio? Sbagliai a dirlo"
© YouTube WWE / Fair Use

The Undertaker sarà per sempre considerato una leggenda nel mondo del wrestling professionistico. Il suo contributo alla disciplina non sarà mai dimenticato, avendole dedicato 30 anni della sua vita e sacrificato il suo corpo. Questo però non impedisce all'uomo dietro il mito, Mark Calaway, di commettere degli errori. Né, tantomeno, di riconoscerli e poi di scusarsi. E questo è proprio ciò che è avvenuto nelle scorse ore, quando l'inimitabile Phenom ha ammesso di aver sbagliato a pensare e poi dichiarare che l'intero mondo del wrestling sia andato in crisi.

Alcuni controversi commenti di Undertaker del 2021, riguardo agli attuali wrestler professionisti e al prodotto in generale, diventarono all'epoca un enorme argomento di discussione. Mark Calaway aveva anche affermato che le Superstar WWE dell'era attuale non sono "veri uomini" rispetto ai lottatori della sua epoca.

The Deadman ha anche aggiunto che i lottatori della sua epoca erano molto più tosti. Anche l'anno scorso Undertaker ha rincarato la dose dei commenti controversi, affermando che i wrestler professionisti al giorno d'oggi mancano di grinta. Dichiarazioni dalle quali, a distanza di tempo, ha deciso di dissociarsi.

Quanto Undertaker ha cambiato idea sui wrestler di oggi

Intervenendo in una puntata del suo podcast 'Six Foot Under', Undertaker ha commentato in particolare le innovazioni a livello di regolamenti e protocolli in tema di sicurezza nel wrestling. Il Phenom ha ammesso di aver sbagliato a pensare che la disciplina sia andata a scatafascio. Piuttosto, pensa che il business sia diventato più intelligente.

"È fantastico ora, con tutti i protocolli in atto - è la nuova versione di Undertaker sulla vicenda -. Siamo trattati, oggi, come giocatori della NFL, giocatori della NBA, ragazzi della Major League Baseball. C'è un elenco di protocolli che una volta che ti infortuni devi seguire prima di tornare sul ring. In passato, non avevamo istruttori che viaggiavano con noi. Se qualcuno aveva un rotolo di nastro adesivo bianco, quello diventava il tuo istruttore estemporaneo solo perché aveva qualcosa che potevi usare. Al giorno d'oggi abbiamo due o tre istruttori che viaggiano con noi, abbiamo medici al seguito, protocolli per le commozioni cerebrali. Ma devo essere onesto, per me è stato difficile accettarlo all'inizio. Mi sembrava semplicemente che chi fa wrestling fosse diventato più moscio".

Ecco quindi ciò di cui si è reso conto Undertaker: "Per quanto sciocco possa sembrare, è stato difficile per me accettarlo. Mi sembrava che il wrestling si stesse ammosciando. Ma non era così. Stava diventando più intelligente. Sono contento di aver fatto parte della generazione che ha portato a tutto ciò perché, oggi, se vedi l’arbitro che fa il segno della X sai che è successo qualcosa di brutto. Non avrai un mucchio di sangue sul ring. Se qualcuno subisce una commozione cerebrale o si fa male oltre un certo limite, il match verrà interrotto e gli atleti verranno trattati come è giusto che sia. E pensate che, nonostante tutto ciò, l’usura a cui sottoponi il tuo corpo e il rischio di infortuni sono pazzeschi".

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