Jim Ross: "Quella volta che salvai la vita a Sgt Slaughter"

A distanza di anni dalla faccenda, JR ricorda i terribili momenti di paura, in un hotel di Stanford

by Roberto Trenta
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Jim Ross: "Quella volta che salvai la vita a Sgt Slaughter"

Uno dei volti più famosi della WWE degli anni '80 e '90, che allora veniva ancora chiamata WWF, è sicuramente il componente della marina militare americana Sgt Slaughter, il malefico sergente di ferro visto sui ring della federazione dei McMahon per svariati anni, che ha raccolto verso di sé l'odio di milioni di bambini e adulti nel corso della sua carriera, creando uno dei personaggi e degli heel più riusciti della Gimmick Era, proprio grazie al suo passato reale nella marina militare USA.

A quanto pare, però, tale passato non sembrerebbe essere del tutto vero, anzi negli ultimi anni, diverse fonti anche abbastanza autorevoli, hanno smentito il fatto che Slaughter abbia mai fatto addirittura del tutto il servizio militare, svelando un teatrino che va avanti ormai da quasi 40 anni nei ring della WWE e nella vita reale dell'ex lottatore.
Nonostante tutto, Sgt Slaughter viene comunque riconosciuto come uno degli avversari di Hulk Hogan e del pubblico WWE più efficaci di sempre, complici anche le sue grandi doti da heel naturale, cosa che sono riusciti ad essere ben pochi personaggi, come Ric Flair, André The Giant e altri colleghi dell'epoca.

Jim Ross ricorda quando salvò la vita a Sgt Slaughter

Nel suo ultimo intervento ai microfoni del suo personale Grilling JR, il famoso WWE Hall of Famer Jim Ross, attualmente al lavoro al tavolo di commento della AEW, ha voluto ricordare quando salvò letteralmente la vita al collega di Hall of Fame, rivelando:

"Eravamo a Stanford in un hotel e stavamo passando alcune ore abbastanza bene, mentre facevamo dei servizi fotografici e altri lavori, quando lui andò via, camminando verso l'ascensore e ad un certo punti svenne.

Così io corsi verso di lui cercando di soccorrerlo, gli parlai... aveva avuto un attacco e non riusciva a parlare, mia nonna avrebbe detto ed aveva perso anche conoscenza. Non ero sicuro di quello che avesse, non sapevo se era un attacco di cuore o cosa, ma chiamammo un'ambulanza e lo portammo di corsa al pronto soccorso perché eravamo lontani dal centro di Stanford.

Avevamo avuto un lungo viaggio e sono contento di essere riuscito a dare una mano nel concreto a riportarlo in vita, perché io ero quello più vicino a Bob, sapete in maniera fisica ho visto proprio quello che è accaduto e sono stato il primo ad arrivare sulla scena, vedendolo cadere davanti all'ascensore, me ne sono accorto perché le porte dell'ascensore non si chiudevano.

Così ho fatto lo sbaglio di tirarlo fuori e poi ho chiamato il 911 e alla fine sono arrivati i sanitari ed il sergente è riuscito a rialzarsi come aveva fatto in un sacco di match".

Jim Ross
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