Bret Hart contro Vince McMahon: “Ancora mente su ciò che accadde a Montreal”



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Bret Hart contro Vince McMahon: “Ancora mente su ciò che accadde a Montreal”

A distanza di 25 anni ormai, ancora non si placano le polemiche sul famosissimo Screwjob di Montreal, uno degli incidenti più controversi nella storia del pro wrestling. In gran parte è dovuto soprattutto a ciò che è emerso nel backstage dopo l’incidente nel ring tra i due protagonisti, ovvero Bret Hart e Shawn Michales, con quest’ultimo che vinse il match per sottomissione.
 

“Vince è soltanto un disonesto e bugiardo”

Durante l’intervista al The Ringer, Bret Hart è ritornato sul discorso di ciò che accadde 25 anni prima a Montreal e della falsa narrativa della WWE, con quest’ultima che cercava sempre di giustificarsi in qualche modo: "Vince era quello che era, ovvero un disonesto e mi mentiva e mi metteva in piedi e giocava, come fossi una marionetta. Se hai visto quello speciale di A&E, noterai che cercano ancora di mentire e fingere di essere in qualche modo nel giusto o di aver fatto la cosa giusta. Dicono che fossi poco professionale e che avrei dovuto fare come mi fu ordinato. Non avevo mai rifiutato in tutta la mia vita, mai, di perdere contro un altro wrestler. Non mi è mai importato. Non mi importa ora. Non ho mai rifiutato. E non era perché ero in Canada o qualcosa del genere. Ho perso molti match in Canada. Era solo orgoglio personale tra due lottatori".

Il canadese ha poi aggiunto: “Ho vissuto la mia intera vita nel mondo del wrestling, proprio come ha fatto Vince McMahon. Capì che ero io che in un certo senso si difendeva. Avevo nel mio contratto una clausola che, per i miei ultimi 60 giorni in WWF, assumevo il totale controllo creativo del personaggio. Non hanno onorato il loro contratto e mi hanno fregato".

“Orgoglioso del pugno tirato a Vince McMahon”

Bret Hart ha condiviso un suo ricordo interessante con Vince McMahon protagonista: “Quando Vince  entrò nella stanza, fondamentalmente mi affrontò, gli dissi che era una mossa stupida. L’avvisai prima che entrasse. Gli dissi: 'Non sono di umore amichevole e ciò non è affatto una cosa positiva, te ne devi andare adesso.” E lui è rimasto. E penso sempre che qualsiasi cosa sia successa quel giorno mi abbia definito come persona. Ed è stata probabilmente la cosa più grande che abbia mai fatto, nel senso che ho difeso me stesso come nessun altro wrestler ha mai difeso se stesso, tirandogli un pugno in faccia".