Quanto incide la politica nel wrestling? Ecco la risposta



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Quanto incide la politica nel wrestling? Ecco la risposta

Dutch Mantell ha iniziato a lavorare in WWE intorno alla metà degli anni ’90, utilizzando il soprannome di ‘Uncle Zebakiah’. È noto soprattutto per aver gestito i Blu Brothers e un giovane JBL durante la sua prima permanenza nella compagnia di Stamford.

Dopo la sua partenza dalla WWE nel 1996, Dutch ha collaborato con diverse federazioni, inclusa la TNA. In quel lasso di tempo, ha svolto un ruolo fondamentale come writer ed è stato uno degli artefici della divisione ‘Knockouts’.

Successivamente è tornato in WWE come Zeb Colter, aiutando numerosi giovani wrestler a sfondare in questo business. Cesaro, Jack Swagger e persino Alberto Del Rio gli sono ancora oggi molto grati, essendo riusciti ad esprimere a pieno il loro talento grazie al suo sostegno.

Nel corso dell’ultima edizione di ‘Smack Talk’ su Sportskeeda, Mantell ha analizzato la puntata di SmackDown andata in onda venerdì sera. Dutch ha approfittato di tale occasione per sottolineare come la politica nel backstage incida sul destino dei vari atleti.

Dutch Mantell e la politica nel wrestling

“Come mai gli Usos hanno così tanto successo in WWE? Sono i più forti in assoluto? È chiaro che la famiglia da cui provengono abbia avuto un peso nella loro ascesa.

Loro lo negherebbero, ma non è un mistero che siano dei privilegiati. Mi vengono in mente anche Nia Jax e Tamina, che sono entrate in WWE nello stesso modo. Il wrestling professionistico è intriso di una forte componente politica, che è sempre esistita.

Negli ultimi anni, questo aspetto è diventato forse ancora più palese” – ha dichiarato Mantell. Quest’ultimo ha commentato poi la situazione di Charlotte Flair: “Sul ring sta continuando a fare un ottimo lavoro, non scopriamo certo oggi il suo talento.

Non mi piacciono invece i suoi promo, devo essere sincero. Ricalcano eccessivamente quelli di suo padre Ric. Vi ricordate il ‘Woo’ e tutto il resto? A me non andava a genio neppure quando lo faceva lui. Quei tempi sono ormai passati, è il caso che Charlotte mostri alla gente uno stile più originale”.