Dutch Mantell rivela che Vince McMahon detesta la divisione tag team



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Dutch Mantell rivela che Vince McMahon detesta la divisione tag team

Nel corso dell’ultimo decennio, sono arrivate parecchie critiche alla WWE per il modo in cui è stata gestita la divisione tag team. È molto diffusa la percezione che i vertici della compagnia di Stamford non diano il giusto riconoscimento ai titoli di coppia, relegando spesso i match in fondo alla card dei pay-per-view.

Ci sono due principali coppie che stanno dominando in questo momento. I Raw Tag Team Champions sono Randy Orton e Matt Riddle, che hanno dato vita ad uno strano sodalizio riuscendo a conquistare il WWE Universe in breve tempo.

Passando invece a SmackDown, gli Usos stanno facendo la voce grossa, essendo anche membri della stable ‘The Bloodline’. Questi ultimi se la vedranno probabilmente con gli Street Profits a Crown Jewel, l’evento che andrà in scena in Arabia Saudita il 21 ottobre.

Durante l’ultimo episodio di ‘Smack Talk’ su Sportskeeda, la leggenda del pro-wrestling Dutch Mantell ha rivelato che Vince McMahon non è mai stato un grande fan della divisione tag team.

Dutch Mantell sulla divisione tag team

“Nelle ultime settimane, è circolata con insistenza la voce di un’imminente rottura degli Street Profits.

Sapete cosa significherebbe una mossa del genere? Che la WWE vuole la morte di Angelo Dawkins. Montez Ford ha un enorme talento e abbiamo visto che può brillare anche come wrestler singolo, mentre per Dawkins non ci sarebbero più sbocchi.

Se non ci fosse Montez lì con lui, Angelo sarebbe già stato allontanato dalla WWE da parecchio tempo” – ha confidato Mantell. “Purtroppo la WWE non è mai stata una federazione capace di far risplendere i tag team.

A Vince McMahon non piace questa divisione, bisogna essere molto onesti. Non ha la minima idea di come valorizzare i ragazzi che ne fanno parte, è come se fossero un peso per lui” – ha rincarato la dose. Gli ha fatto eco il due volte Hall of Famer Booker T: “Sappiamo tutti che Montez Ford ha grandi potenzialità individuali, ma non sarebbe così facile adattarsi ad una nuova realtà. Per come la vedo io, non è ancora giunto il momento di dividerli”.