Seth Rollins: "Triple H mi disse che non vedeva nulla di speciale in me"



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Seth Rollins: "Triple H mi disse che non vedeva nulla di speciale in me"

Prima di entrare a far parte del main roster della WWE, Seth Rollins si è fatto le ossa nel territorio di sviluppo dell’azienda a cavallo tra agosto 2010 e novembre 2012. Durante quel lasso di tempo, l’ex membro dello Shield si è scontrato più volte con il trainer di NXT Terry Taylor riguardo ai vari stili di wrestling.

Nell’agosto 2012, Rollins ha sconfitto Jinder Mahal nella finale dell’NXT Gold Rush Tournament diventando il primo campione del marchio ‘Black and Gold’. Era soltanto l’inizio di una carriera stellare, in cui ha raccolto molteplici soddisfazioni sia a livello individuale che a livello tag team.

Parlando nell’ultimo episodio di ‘Broken Skull Sessions’ con Stone Cold Steve Austin, Rollins ha raccontato di come Triple H avesse minacciato di licenziarlo se il suo atteggiamento non fosse migliorato.

Seth Rollins e il suo turbolento inizio in WWE

“Terry è un uomo della vecchia scuola, nel senso che pensa che le cose funzionino eternamente in un certo modo. Si rifugia dietro a quell’ideologia pur di non accettare che i tempi sono cambiati” – ha esordito Rollins.

“Quando io ho mosso i miei primi passi in WWE, il business del pro-wrestling stava già mutando. Era necessario abbracciare il cambiamento, non osteggiarlo come faceva lui. Andare contro un muro non produce nulla di buono.

Lo sfidavo in vari modi ogni singolo giorno, fino al punto in cui ero diventato ingestibile agli occhi della dirigenza. Triple H mi ha preso da parte e mi ha detto che non vedeva nulla di speciale in me” – ha aggiunto.

La carriera di Seth è esplosa dopo aver conquistato l’NXT Championship: “Tre mesi dopo quella conversazione, ero seduto in una stanza con Hunter e gli ho spiegato che volevo vincere il titolo di NXT. Meritavo di essere il primo a detenere quella cintura.

Gli ho assicurato che NXT avrebbe funzionato meglio con me come campione. Se fosse andato in un’altra direzione, non so cosa sarebbe accaduto. Ero il ragazzo giusto su cui puntare in quel momento. Abbiamo seppellito l’ascia di guerra e tutto ha funzionato per il meglio”.