The Godfather: "Il mito di Hulk Hogan è basato su una marea di bugie"



by   |  LETTURE 11537

The Godfather: "Il mito di Hulk Hogan è basato su una marea di bugie"

Hulk Hogan può essere senza dubbio annoverato fra i più grandi wrestler di ogni epoca, avendo contribuito in prima persona a diffondere la popolarità del wrestling in ogni angolo del mondo. A dispetto delle sue innegabili capacità tecniche e recitative, la reputazione del due volte WWE Hall of Famer è stata messa in discussione più volte negli ultimi anni a causa di una serie di episodi controversi.

Il riferimento è soprattutto alla clip audio emersa nel 2007, in cui si sentiva chiaramente la voce di Hulk mentre utilizzava epiteti razzisti. A WrestleMania 37, Hogan è stato persino fischiato dal pubblico della Florida, lo Stato in cui ha trascorso la maggior parte della sua giovinezza.

Il 68enne di Augusta detiene il record di anni consecutivi trascorsi da campione mondiale e – dopo Bruno Sammartino – è il secondo wrestler di sempre con il maggior numero di giorni complessivi da WWE Champion.

Intervenuto nel podcast ‘Midnight Hustle’, la leggenda della WWE The Godfather ha ricordato la sua esperienza lavorativa con Hulk Hogan, The Ultimate Warrior e Sid Justice nel lontano 1992. Senza entrare nei dettagli, Wright ha lasciato intendere di non aver mai trattato Hogan come un amico.

The Godfather non apprezza Hulk Hogan

“Stavo attraversando un brutto periodo a causa del divorzio da mia moglie, quindi è possibile che non fossi lucido al 100% mentre lavoravo. Hogan, Warrior e Sid non hanno significato nulla per me.

Non mi è mai importato nulla di Hulk Hogan, non era un mio amico. Non lo è nemmeno oggi, devo essere sincero. Non è il bravo ragazzo che la WWE ha cercato di dipingere nel corso degli anni” – ha raccontato The Godfather.

Hogan sconfisse Sid Justice per squalifica nel main event di WrestleMania 8 nel 1992. “Non c’erano molti personaggi heel credibili in quel periodo. Ecco perché sono stato gettato in mezzo ai cani. Tuttavia, è così che funzionano gli affari.

Io stesso sono un uomo d’affari. Vi posso rivelare che sono intervenuto in ritardo perché il responsabile della WWE non mi aveva avvertito di correre sul ring al momento giusto”.