Ecco come funziona la politica della WWE su Chris Benoit



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Ecco come funziona la politica della WWE su Chris Benoit

Il nome di Chris Benoit può essere considerato un tabù nell’ambiente del wrestling professionistico. Le circostanze che hanno portato alla sua tragica morte – con tanto di omicidio ai danni di sua moglie e di suo figlio – hanno oscurato completamente la fama di questo straordinario atleta.

Il canadese aveva fatto il suo debutto in WWE come membro di una fazione denominata ‘The Radicalz’ ed è stato uno dei volti simbolo della compagnia fra il 2000 e il 2007. Chris ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti durante la sua gloriosa carriera, diventando anche il dodicesimo Triple Crown winner nella storia dell’azienda.

Ha vinto per ben quattro volte i titoli Tag Team con tre partner differenti, oltre ad essere stato il vincitore del Royal Rumble match nel 2004. Il suo trionfo più prestigioso è arrivato a WrestleMania 20, dove Benoit sconfisse due mostri sacri come Triple H e Shawn Michaels aggiudicandosi il World Heavyweight Championship.

Una volta apprese le circostanze relative al suo decesso, Vince McMahon lo ha dovuto inserire nella lista nera della WWE. Quando il WWE Network è stato ufficialmente lanciato nel 2014, non era presente alcun contenuto che rimandasse a ‘The Wolverine’.

Parlando con Lee Walker nel podcast ‘Perched On The Top Rope’, l’ex dipendente di WWE Network Marie Shadows ha affrontato finalmente l’argomento Chris Benoit.

Chris Benoit è finito nella lista nera della WWE

“Non posso negare che Chris Benoit sia sempre stato un argomento molto delicato.

Abbiamo dovuto lavorare tantissimo per capire quali filmati potessero essere inseriti e quali invece no. Bisognava stare molto attenti a ciò che mettevamo per evitare problemi. Tanta gente si lamentava e ci insultava per questo fatto, ma eravamo tenuti a rispettare delle regole piuttosto rigide” – ha spiegato Marie Shadows.

La politica di Vince McMahon e del WWE Network su Chris Benoit è mutata parecchie volte. “Noi lavoratori ci attenevamo alle volontà dei nostri superiori. Ricordo che c’era una grandissima incertezza all’epoca.

Una settimana ci dicevano che potevamo mettere alcuni contenuti, mentre la settimana successiva ci ordinavano di rimuoverli. Anche noi dipendenti eravamo esausti ad un certo punto” – ha raccontato.