Al Snow: "Aldilà della tragica fine, non si può negare il talento di Chris Benoit"



by   |  LETTURE 1009

Al Snow: "Aldilà della tragica fine, non si può negare il talento di Chris Benoit"

Al Snow è stato un pilastro del roster WWE negli anni ’90 e nei primi anni 2000. Nel corso di un’intervista esclusiva a Sportskeeda, l’ex stella della federazione di Stamford ha parlato a lungo del suo rapporto lavorativo con Chris Benoit.

Come tutti gli appassionati di wrestling sanno perfettamente, le atroci azioni che hanno caratterizzato gli ultimi momenti della sua vita hanno danneggiato l’eredità del canadese in maniera assolutamente irreparabile.

La compagnia di Vince McMahon ha smesso di citare pubblicamente il suo nome, relegandolo in qualche archivio storico per ricordare comunque le sue notevolissime abilità sul ring. Dopo aver trascorso diversi anni come mid-carder, Chris ebbe finalmente la sua grande occasione a WrestleMania 20 nel 2004.

Benoit aveva vinto il Royal Rumble match quell’anno eliminando Big Show per ultimo, prima di sconfiggere Triple H e Shawn Michaels nel main event dello ‘Showcase of the Immortals’ aggiudicandosi il suo primo e unico titolo mondiale.

Al Snow ricorda la sua esperienza con Chris Benoit

“Credo di aver lottato con Chris Benoit in tre occasioni. Ogni volta che ho avuto questa opportunità, devo ammettere che è stata un’esperienza incredibile.

È stato super naturale lavorare con lui, aveva uno stile fuori dal comune. La sua aggressività e il suo ritmo erano talmente elevati che io non dovevo preoccuparmi dell’andamento del match. Veniva dalla stessa generazione che conoscevo io.

Con Regal e Finlay, avevo lo stesso tipo di sensazione” – ha raccontato Al Snow. Qualche mese fa, un’altra ex superstar della WWE – vale a dire Elijah Burke - aveva descritto gli ultimi giorni prima del duplice omicidio-suicidio che avrebbe cambiato per sempre la storia del wrestling.

“Avevo lavorato con Chris il weekend precedente a Columbus, in Georgia. Ricordo che c’erano anche sua moglie Nancy e suo figlio Daniel, tutto sembrava normale. Io stesso ho giocato un po’ con il piccolo Daniel e ho scambiato qualche parola con Nancy.

Capisco che la gente vorrebbe saperne di più, ma la verità è che quella sera non c’era nulla che fosse diverso dal solito. Era una classica giornata di lavoro nel nostro business”.