Kurt Angle: "Non scorderò mai le parole di Triple H dopo la Royal Rumble 2003"



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Kurt Angle: "Non scorderò mai le parole di Triple H dopo la Royal Rumble 2003"

Kurt Angle ha avuto una carriera leggendaria nel wrestling professionistico, benché all’inizio vi fosse un pizzico di scetticismo sulle sue qualità da performer. Gli infortuni hanno impedito all’ex medaglia d’oro olimpica di chiudere il cerchio come avrebbe voluto, essendo stato obbligato ad un ritiro forzato contro un avversario (Baron Corbin) che non era esattamente quello dei suoi sogni.

Nel corso di una lunghissima intervista a Forbes, il WWE Hall of Famer ha ricordato uno dei match più importanti nella storia della Royal Rumble, quello tra lui e Chris Benoit andato in scena nel 2003. Angle si era presentato all’evento come campione WWE e aveva di fronte una delle superstar più tecniche di sempre nel penultimo incontro del pay-per-view.

In una sfida elettrizzante e spettacolare durata circa 20 minuti, Kurt è riuscito ad imporsi e a mantenere la cintura.

Kurt Angle: "Oggi non sarebbe possibile"

“Dopo che ho vinto quel match, ho festeggiato insieme a tutto il mio team e sono rientrato nel backstage.

I fan si sono alzati in piedi e ci hanno dedicato una standing ovation di 15 minuti, volevano dimostrarci quanto avessero gradito quell’incontro. Triple H si è avvicinato a me pochi minuti dopo, militavo in WWE da soli tre anni all’epoca, e mi ha detto che avevo spostato l’asticella ad un livello ancora superiore.

Io stesso non mi ero reso conto di quanto fosse stato bello il match. Quando poi l’ho riguardato negli anni successivi, ho pensato che si trattasse di un autentico capolavoro. Vedersi arrivare uno come Triple H che ti dice una cosa del genere, è un complimento da portarsi dietro per tutta la vita” – ha raccontato.

Angle ha dovuto convincere Vince McMahon a farlo lottare con il collo rotto a WrestleMania: “Oggi non sarebbe possibile con i protocolli che sono stati imposti. Nel 2003, invece, potevi farla franca grazie ad alcuni escamotage.

Adesso ci sono troppe responsabilità in ballo, nessuno ti darebbe mai l’autorizzazione per poter salire sul ring” – ha precisato.