Bret Hart: "Goldberg era pericoloso, tanti avversari piangevano per il dolore"



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Bret Hart: "Goldberg era pericoloso, tanti avversari piangevano per il dolore"

Bret Hart non si è mai nascosto in questi anni, esprimendo anche pareri molto duri verso alcuni dei suoi ex colleghi in WWE. Uno dei suoi bersagli preferiti è stato senza dubbio Goldberg, spesso accusato di infortunare i suoi avversari a causa di uno stile di lotta rivedibile e di un atteggiamento fin troppo superbo.

Nell’ultima edizione di ‘Confessions of the Hitman’, il canadese ha lanciato ulteriori frecciate al suo ex rivale, che effettua ancora sporadiche apparizioni sul ring nonostante l’avanzare dell’età.

Hart: "Goldberg non capiva nulla di wrestling"

“Goldberg era un gorilla, nel secondo che nessuno gli aveva mai insegnato come funzionasse davvero il wrestling. Credeva di poter prendere l’avversario e sbatterlo al tappeto più forte che poteva e che quello sarebbe stato considerato un bel modo di fare wrestling.

Poteva infortunarti in qualsiasi momento. Penso che lui non abbia mai capito che il suo obiettivo era far sembrare di essere violento, ma non arrecare danni reali al suo avversario. Ti buttava per terra senza nessun controllo e infortunava parecchi ragazzi.

Alcune superstar avevano le lacrime agli occhi per via del dolore, era davvero spericolato e per certi versi pericoloso” – ha sentenziato Bret. “Ricordo che una volta ha eseguito una bodyslam su un ragazzo di nome Haku, ma per un errore questo è atterrato sul ring direttamente con la testa.

So che si è fatto male seriamente ed è rimasto fuori per tantissimo tempo, addirittura si diceva che la sua carriera fosse a rischio. La verità è che era troppo pericoloso” – ha rincarato la dose.

Hart ha ricordato anche il calcio che gli provocò una commozione cerebrale: “Non c’era possibilità di eseguire quella mossa senza far male a qualcuno. Bill diceva a tutti che gli dispiaceva, ma le scuse non bastano quando infortuni seriamente qualcuno.

La cosa che mi ha più infastidito è che nel periodo successivo non mi ha mai chiamato per sapere le mie condizioni, forse perché credeva che fosse tutto normale”.