Arn Anderson: "La tragedia di Chris Benoit è ancora oggi inspiegabile"



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Arn Anderson: "La tragedia di Chris Benoit è ancora oggi inspiegabile"

La tragedia di Chris Benoit ha rappresentato una delle pagine più oscure nella storia della WWE, almeno per quanto riguarda la sua era moderna. La risonanza dell’episodio arrivò a danneggiare la federazione di Stamford in ogni angolo del mondo, compresa l’Italia, in cui il prodotto WWE stava vivendo il suo periodo di massimo splendore grazie alla trasmissione in chiaro.

Nell’ultima edizione del suo show, Arn Anderson ha riflettuto sulla drammatica vicenda della famiglia Benoit, palesando ancora un certo sgomento per gli avvenimenti di quel maledetto 24 giugno 2007.

Anderson: "Non c'erano indicatori di pericolo"

“L’intera faccenda di Chris Benoit mi lascia ancora tanti punti interrogativi.

Il ragazzo che conoscevo non sarebbe stato in grado di commettere un gesto simile. Molte incognite non verranno mai risolte. Non riesco proprio a capirlo e non mi sento a mio agio a parlare di questo argomento. Forse sarebbe più giusto non dire nulla” – ha raccontato Anderson.

La follia di Chris Benoit ha stravolto il mondo del wrestling, ponendo finalmente l’attenzione sui pericoli derivanti dalle commozioni cerebrali e dall’abuso di farmaci (anche se regolarmente prescritti). “Certamente la sua tragedia ha contribuito a spostare i riflettori su questi aspetti.

Non ci sono dubbi. Vorrei soltanto dire una cosa: se lo chiedete a qualsiasi wrestler che abbia mai trascorso del tempo negli spogliatoi con lui, ti risponderà che nessuno se lo aspettava. È questo aspetto che rende la faccenda ancora più spaventosa.

Non c’era alcun segnale che potesse far pensare a una cosa simile. L’ultima volta che l’avevo visto era gentile e cordiale come sempre. Non si può dire che ci fossero dei segnali di pericolo che sono stati ignorati.

Ovviamente io mi riferisco al nostro business. I dettagli relativi alla sua vita familiare non li conosciamo, ma tutti quelli che lo conoscevano vi diranno che non c’erano indicatori. So che il padre di Chris si è arrabbiato molto in questi anni per come la WWE ha gestito la situazione”.