Eric Bischoff: "Vi spiego perché la WWE ha deciso di assumermi nel 2019"



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Eric Bischoff: "Vi spiego perché la WWE ha deciso di assumermi nel 2019"

Durante l’ultima edizione del podcast ’83 Weeks’, Eric Bischoff ha analizzato il suo percorso di ritorno in WWE nel 2019 come direttore esecutivo di SmackDown. Bischoff ha raccontato di aver ricevuto l’incarico in un momento in cui la federazione di Stamford stava facendo i conti con una lunga serie di problemi a livello creativo.

Ricordiamo che il manager di Detroit è stato rilasciato dal suo ruolo in WWE pochi mesi dopo essere stato ingaggiato.

Bischoff: "Randy Orton è il più dotato in questo momento"

“Prima del mio approdo in WWE, c’erano stati alcuni problemi con il team di scrittura, altrimenti non credo che mi sarebbe mai stato offerto il lavoro.

Secondo i piani iniziali, Raw avrebbe avuto un suo team di scrittori e SmackDown uguale, ma indovinate un po’? Nessuno sapeva quali sarebbero stati i membri delle rispettive squadre. Avevo una squadra che pensavo sarebbe stata la mia, ma non avevo l’autorizzazione per parlarne.

C’era un’iniziativa specifica che era molto importante per la compagnia e che avrebbe influenzato sia il mio lavoro che quello di Paul Heyman. Non aveva nulla a che vedere con uno specifico processo creativo, trama o personaggi, ma era un’iniziativa aziendale molto più grande che mi ha occupato un sacco di tempo” – ha spiegato Bischoff.

Eric ha ammesso che c’erano diversi talenti con cui era entusiasta di lavorare. “C’erano tante superstar con cui non vedevo l’ora di collaborare. Nessuno è mai venuto da me per dirmi di non spingere quell’atleta, o di non riservargli particolari attenzioni.

Non è mai successo nulla di tutto questo. Ad oggi, penso che Randy Orton sia uno dei talenti più dotati del settore. Non credo che ci sia qualcuno che possa tenergli testa in questo momento. Stiamo parlando di uno talenti più eccezionali che abbiamo l’opportunità di vedere, anche se ormai ci siamo abituati alla sua abilità fisica e alla sua psicologia. Quando ce lo ricorderemo tra 10 o 15 anni, lo metteremo in una categoria davvero altissima” – ha concluso.