Keith Lee rivela un passato di abusi e racconta la sua esperienza



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Keith Lee rivela un passato di abusi e racconta la sua esperienza

Nell'ultima settimana il movimento #SpeakingOut ha sconvolto il mondo del wrestling. Decine e decine di lottatori e fan hanno trovato il coraggio di denunciare abusi e molestie, facendo i nomi di importanti wrestler e promoter, spingendo le compagnie di tutto il mondo a prendere dei seri provvedimenti, non ultima la WWE, che si è trovata costretta a licenziare Jack Gallagher.

Il coraggio di queste testimonianze sta aiutando altre vittime ad uscire allo scoperto ed a raccontare la propria storia e questo è stato anche il caso di Keith Lee.

Keith Lee: "Ho subito molestie qualche anno fa"

L'attuale campione nord americano di NXT ha deciso di raccontare la propria esperienza tramite un messaggio su Twitter, con l'intento di scoperchiare qualche taboo che riguarda il ruolo degli uomini come vittime e di dimostrare che si tratta di un problema che riguarda tutti, anche coloro che sospettiamo di meno.

Di seguito la trascrizione del suo racconto: "Condividerò con voi una storia che poche, pochissime persone conoscono. Sto guardando amici e colleghi partecipare al movimento #SpeakingOut. Sto riconoscendo quanta forza ci voglia per farsi avanti con la propria storia.

Ora devo condividere la mia.
Non riesco a ricordare il periodo in cui questo è accaduto per quanto abbia ricordi offuscati. Tuttavia vivevo ancora in Texas. Forse era il 2016 o il 2017. Ero a Dallas per un evento, o forse solo per visitare la mia famiglia.

In serata sono andato in un vecchio bar che spesso frequentavo e dove cantavo.
Non ci ero stato per molto tempo, quindi non riconoscevo l'atmosfera del posto. Ma il ritmo della musica mi catturò. Alla fine sono riuscito a cantare una canzone.

Dopo, una giovane donna mi ha chiesto di sedermi con lei. Ero da solo quindi non mi ha infastidito e le ho dato il benvenuto.
Siamo andati avanti a parlare della bellezza della musica e dei libri. Pensieri filosofici sulla vita.

E' stata una conversazione veramente piacevole. Spesso mi dicono che sono piuttosto... ingenuo... quando qualcuno mostra interesse verso di me. E devo dire di essere d'accordo visto che non l'avevo capito fino a quando non me l'ha apertamente dichiarato.

Ho subito declinato dato che ero già impegnato.
Ne è rimasta delusa, ma comunque gentile. Ha continuato a fare allusioni per il resto della serata, dicendomi cosa avrebbe voluto fare con me. Ho gentilmente rifiutato ed ho spiegato che avevo apprezzato la compagnia ma che la conversazione non sarebbe continuata.

Mi sono poi offerto di pagarle un drink come scusa prima di andare al bagno. Lei ha rifiutato ed ha detto di volerne pagare uno a me perché aveva molto apprezzato la mia canzone. L'ho ringraziata e sono andato a suggerire una canzone prima di andare in bagno.
Quando sono tornato erano pronti i drink.

Abbiamo continuato a parlare dei tipi di allenamenti che svolgevo. Ho provato a convincerla di cantare ma si è dimostrata timida ed ha rifiutato, dicendo che le piaceva ascoltare gli altri ma che non voleva l'attenzione su di lei.

Mi sono anche proposto di aiutarla con Bohemian Rhapsody. E' la mia solita proposta quando le persone sono timide al karaoke. Cerco di essere incitante e quella canzone è puro divertimento.
Purtroppo... è qui che le cose iniziano a farsi molto annebbiate per me.

Non importa quando cerchi di sforzarmi a ricordare, tutto ciò che mi viene in mente sono io che faticavo a tenermi in piedi e che inciampavo verso una macchina. Dopo di questo... ricordo solo di essermi svegliato senza vestiti in una camera d'hotel (non ricordo neanche se fosse la mia), confuso ed in preda al panico.

Sono stato abbastanza fortunato da aver ritrovato oggetti essenziali quali il portafoglio ed il telefono. Ma... chissà cosa ho perso.
Ancora oggi... non so cosa sia successo. Ho cercato di dimenticare... Ma ho deciso di raccontare questa storia così che le persone possano capire.

Chiunque può essere una vittima. CHIUNQUE. Ecco perché ho improvvisamente smesso di bere. E perché bevo così raramente ancora oggi"